di Un Uomo Libero

“per fortuna che un consigliere provinciale a Ragusa ha pensato alla sua Scicli”
Sappiamo tutti chi è quel consigliere provinciale. Di lui conosciamo anche le smanie, le supponenze, lo zelo indiscreto che, qualche tempo fa, lo spingeva a consigliare al Sindaco “di ascoltarlo per il suo bene”. Ebbene se proprio di una cosa la città in questo momento difficile e drammatico non ha bisogno, è un alter ego, una specie di piccolo antipapa che s’investe del ruolo di difensore civico della collettività sciclitana per dimostrare ai suoi concittadini che lui “è” sempre il migliore e che senza la sua mediazione tutto va a rotoli.
Chi non rema nella stessa direzione e non lavora in comunione col capo legittimamente eletto, non può salvare questa città e, con Essa, neanche se stesso.
Oggi Scicli ha bisogno di ben altro.
Ha bisogno di unità, di coesione, di condivisione, di molta umiltà. Le lotte interne ed esterne hanno solo un risultato: disgregare il poco che resta, frantumarlo per non riconoscerlo e perderlo.
Quel consigliere ha fatto bene a pensare alla nostra gente che l’ha espresso come suo rappresentante alla provincia. Non per questo è un eroe. Il suo “munus” è, infatti, rappresentarla. Però non ha senso lavorare in controtendenza a livello territoriale e cittadino. È un lavoro infruttuoso, inutile. È come se io volessi visitare una famiglia senza chiedere il permesso al padrone di casa.
Il sindaco, da parte sua, ha fatto bene a lamentarsi col Presidente della Provincia a proposito delle iniziative natalizie sovvenzionate dall’Ente nel suo comune a sua insaputa, a evidenziare uno “sgarbo” istituzionale che sarebbe potuto essere evitato. Il dramma profondo e noto delle istituzioni pubbliche della grande comunità iblea è questo continuo ignorarsi. In effetti, non sono abituate a parlarsi tra di loro. Vivono un’autonomia perniciosa, in perpetua competizione, spesso lasciando per l’effimero che problematiche e urgenze regolarmente incancreniscano e si moltiplichino.
Così pure i Municipi che ne costituiscono il territorio e, all’interno dei Municipi, i gruppi espressi dalle forze politiche. Credo che in questo Natale sarebbe più opportuno riflettere su questa problematica anziché perdersi in sterili e puerili geremiadi.
L’albero illuminato, ricco di doni e di promesse sincere, ha un senso se la comunità vive questa ricorrenza nella pace e nella serenità. Altrimenti ogni furbizia ha una sua logica e la masturbazione mentale è sempre in agguato dietro l’angolo.
Un Uomo Libero
Nella foto, Galizia, la sera dell’elezione a sindaco di Giovanni Venticinque
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