Attualità
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30/07/2008 01:14

Gay Pride a Pozzallo. I ragazzi si sono divertiti

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di Redazione

Con atteggiamento laico la città del cattolico Giorgio La Pira ha vissuto la “novità” del Gay Day.
Una manifestazione che ha raccolto partecipazione, rispetto e immancabile curiosità. In piazza 2000 persone o poco meno. La città, sin dal pomeriggio, è stata tappezzata di bandiere della pace con il simbolo di Arci Gay. Il primo appuntamento alla Bottega Solidale, per la presentazione del libro di Riccardo Di Salvo “Stella del Sud”, a cura di Paolo Patanè, presidente regionale di Arcigay. Poi una splendida esibizione del soprano Claudia D’Angelo che ha cantato l’Ave Maria di Schubert, aprendo la manifestazione. Con in prima fila le Drag Queen il corteo si è spostato in piazza delle Rimembranze dove era stato allestito il palco.
E se qualche signora un po’ avanti negli anni guardava con occhi sgranati, in tanti hanno accolto anche con un applauso Regina Terrunia, Lorella Succhiarini, Miss Christine De Rose, Lady Amatista e le altre loro “colleghe”. Non è mancato chi si è fatto immortalare con le Drag.
Sul palco sono saliti il sindaco Giuseppe Sulsenti e l’onorevole Roberto Ammatuna. Dopo il loro saluto quello dei responsabili nazionale, regionale e provinciale di Arcigay. Aurelio Mancuso, responsabile dell’associazione a livello nazionale, ha espresso il proprio ringraziamento all’arciprete di Pozzallo che in una dichiarazione sulla manifestazione ha espresso “rispetto, volontà di ascoltare e moderazione”.
“Un buon gesto – ha detto il presidente nazionale di Arcigay – che raccoglie quello che è il nostro obiettivo: noi siamo venuti per dialogare”.
“Nelle vostre case – ha poi detto Mancuso rivolgendosi alle tante persone adulte e alle famiglie presenti in piazza -, anche se non lo sapete, ci sono tanti gay e lesbiche che hanno paura a venire fuori. Non è giusto che vadano via, in altre città. Devono poter vivere con voi e sentirsi bene con voi”.
Mancuso ha concluso annunciando che, nel 2010, il Gay Pride nazionale si terrà per la prima volta in Sicilia, a Catania. Dopo di lui ha preso la parola il presidente regionale, Paolo Patanè. “Ci sono luoghi e momenti – ha detto – in cui si misura la capacità di creare memoria. Oggi è un evento memorabile. Veniamo in una piccola città che conosce la frontiera, una città che vive in un confine”. Anche Patanè ha parlato del “metodo del dialogo, del rispetto reciproco, del reciproco riconoscimento”.
E poi le attestazioni di ringraziamento. “Un grazie all’arciprete – ha affermato Patanè – che ha manifestato grande moderazione e rispetto, un grazie ai carabinieri, al capitano La Mantia, e a tutte le forze dell’ordine che stasera sono qui. Un grazie alle istituzioni che ci sono state accanto, al coordinamento Rino Giuffrida, alla Bottega solidale. Un grazie – ha concluso – alle persone invisibili, che non hanno avuto il coraggio di essere qui. Chiediamoci il perché. Oggi noi siamo qui anche per loro, voi siete qui anche per loro”.
Il presidente provinciale, Salvatore Milana, ha puntato l’attenzione sulla necessità che “la gente prenda consapevolezza del fatto che gay e lesbiche chiediamo di essere riconosciuti come cittadini aventi pari diritti. Anche noi, come chiunque altro, vogliamo il diritto di poter vivere con la prospettiva di cautelare i nostri interessi di coppia, facendo, nel medesimo tempo, capire che questo non produce né danno sociale né insanabili stravolgimenti ideologici di massa”.
La serata è poi proseguita con lo spettacolo. Una Drag è salita sul palco con l’abito talare, quello dei sacerdoti: sulla musica del film “Sister Act” è avvenuta la trasformazione, da prete a Drag Queen.
Un abito, ha poi rivelato, che fino a tre anni fa era proprio il suo, lasciato per seguire un’altra strada. Balli e musiche fino ad oltre mezzanotte per una serata di spettacolo, cultura e informazione.

Telenova

La foto è del collega de La Gazzetta del Sud Calogero Castaldo