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26/08/2025 19:39

Gaza, la proposta choc del prof palermitano: «Togliere amicizia su Fb agli ebrei»

Il rettore di Palermo: «Iniziativa pericolosa». La ministra Bernini: «Affermazioni inaccettabili»

di Redazione

Palermo –  «Cominciamo a far sentire gli amici ebrei soli, togliamo loro l’amicizia su Facebook»: è la proposta choc che arriva da un docente della facoltà di Giurisprudenza dell’università di Palermo, il professore Luca Nivarra. «Un’iniziativa personale culturalmente pericolosa e lontana dai principi del nostro ateneo», commenta scandalizzato il rettore Massimo Midari. Ma andiamo con ordine. Le iniziative di boicottaggio contro Israele, per protestare contro l’assedio di Gaza, si moltiplicano in questi ultimi giorni: dal sostegno degli artisti alla flotta che vuole portare aiuti umanitari al rifiuto dei farmaci prodotti in Israele, dagli artisti “no bavaglio” all’appello di Venice4Palestine, poi accolto, per escludere dalla Mostra del cinema di venezia due attori ritenuti sostenitori della politica di Israele a Gaza. Ma il docente è andato decisamente oltre, proponendo una forma di censura che dovrebbe coinvolgere chi è israeliano in quanto tale, indipendentemente dalle sue idee e dal suo impegno nel conflitto. «Non voglio intromettermi in questioni che non mi riguardano direttamente ma, avendo a disposizione pochissimi strumenti per opporci all’Olocausto palestinese, un segnale, per quanto modesto, potrebbe consistere nel ritirare l’amicizia su Fb ai vostri «amici» ebrei, anche a quelli «buoni», che si dichiarano disgustati da quello che sta facendo il governo di Israele e le IdF- scrive Nivarra, che nel 2017 era stato arrestato poco prima di una lezione all’università di Trento dalla Guardia di finanza con le accuse di peculato e falso- Mentono e con la loro menzogna contribuiscono a coprire l’orrore: è una piccola, piccolissima cosa ma cominciamo a farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici».

«Prendo le distanze da quanto dichiarato dal professore Luca Nivarra – contesta il rettore di Palermo – la sua è una proposta che rischierebbe di alimentare le stesse dinamiche che afferma di voler contrastare. Su temi complessi come il conflitto in Medio Oriente, la strada da percorrere deve essere quella del dialogo e del confronto critico, non dell’isolamento e di ciò che si avvicina a una censura ideologica». Del resto, nel corso del 2024, e confermato anche nel 2025, il Senato e il Cda dell’Ateneo hanno approvato diverse mozioni sul conflitto in Palestina, «condannando sia il brutale e insensato attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre, sia la successiva azione militare di Israele a Gaza». L’ateneo – ricorda Midiri – «ha condannato e condanna con fermezza le atrocità commesse dal governo israeliano in Palestina, ribadendo la più decisa opposizione e la più aspra denuncia contro la prosecuzione di un conflitto che continua a ledere i diritti umani e a colpire programmaticamente un’intera popolazione». Ma «l’appello di Nivarra» è lontano dai principi dell’ateneo, conclude il rettore, che considera quell’invito «un’iniziativa pericolosa».

Una «presa di distanza netta e doverosa da affermazioni inaccettabili», commenta la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ritiene che le dichiarazioni del professore non offendano «solo il popolo ebraico ma tutti coloro che si riconoscono nei valori del rispetto e della convivenza civile». I conflitti, sottolinea Bernini, «si superano con il dialogo, non con l’isolamento, ed è solo attraverso questa via che si può costruire un autentico percorso di pace, obiettivo al quale l’Italia e la comunità internazionale continuano a dedicare il proprio impegno». Nivarra, su Facebook, difende la sua posizione: «In questo frangente storico non ci sono israeliani buoni» perché, questa è la sua tesi in sintesi, gli israeliani, tenuto conto di tutto quello che hanno «subito», si sentirebbero «legittimati» a fare quel che gli «pare». «Se c’è qualcuno che in questo ragionamento vede tracce di antisemitismo, pazienza, mi denunci a chi gli pare, a me non parrebbe vero».