di Redazione
Correvano gli anni Sessanta e Giuseppe Cappello, di ritorno da Milano, dove aveva maturato una buona esperienza professionale dopo gli studi al Principi Grimaldi di Modica, decise di puntare sul borgo natìo, Giarratana, dove aprì un laboratorio per la riparazione dei mezzi agricoli e industriali. Nel 1968 un inusuale viaggio di nozze a Milano, in una fiera in cui stringerà un accordo commerciale con la Pillar Naco, diventando esclusivista in Sicilia dei lamellari orientabili di quella multinazionale. Giuseppe offre le proprie intuizioni all’azienda, diventandone un prezioso consulente: sostituire le lamelle con nuovi materiali, legno e alluminio. Inizia una crescita lenta ma costante dell’azienda fino alla svolta del 1982. La Cappello Alluminio da quel momento in poi si dedica solo alla commercializzazione dei lamellari per persiane orientabili. Nel 1988, intanto, il primogenito, Giorgio entra in azienda, e si occupa subito del marketing. “Eravamo un’azienda a conduzione e gestione familiare –ricorda Giorgio- anche mamma non si sottraeva al lavoro nel nuovo capannone di seicento metri quadri in cui avevamo casa e bottega”.
L’intuizione dell’acquisto di un lotto nella zona Asi di Ragusa arriva nel 1992. Nasce la Cappello 2, che si occupa di verniciature industriali, mentre la Cappello Alluminio prosegue la propria attività a Giarratana, affiancando l’apertura di un negozio in centro a Ragusa.
L’azienda si specializza nella verniciatura dell’alluminio e del ferro, esplorando il mercato della verniciatura industriale a polveri termoindurenti. Un lavoro di nobilitazione del manufatto degli artigiani grazie al valore aggiunto di questa verniciatura sofisticata e resistente. Sino all’introduzione, nel 2001, della verniciatura effetto legno su metallo, ottenuta per sublimazione, ideale per gli infissi dei centri storici, con i riflessi del legno e le qualità dell’alluminio.

Nel 2003 quello che è ormai diventato il Gruppo Cappello da’ vita alla Zinco Iblea, azienda che si occupa della zincatura a caldo di carpenteria metallica in generale. Nell’area Asi sorge anche la Cappello Logistica, che si occupa del trasporto e della logistica dei materiali delle aziende del gruppo.
All’interno dell’ultimo stabilimento della Cappello Alluminio, nato in ordine di tempo, è stato installato un impianto tecnologico di magazzino per profilati in alluminio ad elevata automazione oltre ad un impianto in grado di assemblare in modo automatizzato i profili di alluminio a taglio termico, che contribuirà a far crescere la percentuale di risparmio energetico nella nostra regione. E’ l’unica struttura del genere nel Meridione.
Quali i progetti? “Puntiamo ai mercati nordafricani –spiega Giorgio Cappello, affiancato dal fratello Giovanni e dalla sorella Maria Ivana nella conduzione dell’azienda, insieme all’infaticabile papà-, in ragione dell’apertura del mercato di libero scambio nel 2012. I fondi europei 2007-2013 sono l’ultimo treno per la creazione di grandi opere infrastrutturali” –prosegue il Presidente dei Giovani industriali siciliani-.
Cosa serve? “Snellire la burocrazia regionale. In occasione della mia elezione alla presidenza dei Giovani di Confindustria Sicilia, il 23 maggio scorso, dissi che in Sicilia il fare impresa è gravato da due vincoli: uno è quello criminale, l’altro è quello burocratico. Il nostro amato presidente, Ivan Lo Bello, sta attuando una importante rivoluzione culturale in tal senso, condivisa e appoggiata pienamente dal sottoscritto e da tutti i giovani industriali siciliani. Abbiamo rivolto il focus della nostra attenzione agli assi dei finanziamenti Ue, proponendo che per gli investimenti sotto i 500 mila euro, la Regione riconosca un credito di imposta all’imprenditore, salvo presentazione di fattura, del saldo, e la verifica dell’effettivo impiego del macchinario acquistato. In questo modo gli uffici regionali potrebbero proficuamente occuparsi delle pratiche più importanti, e snellire il loro carico di lavoro. Purtroppo, oggi sappiamo che tre miliardi di euro, il 30% dei fondi di Agenda 2000-2006, non sono stati spesi per nostra incapacità e non solo – forse sarebbe meglio dire: incapacità della politica siciliana ”.

Quanto incide il costo del denaro in Sicilia per chi vuole fare impresa? “Le banche stanno chiudendo i rubinetti, preferiscono tenere i loro depositi alla Bce, a un tasso inferiore rispetto a quello interbancario, piuttosto che prestarsi il denaro fra loro. Abbiamo proposto con il Comitato di presidenza confindustria Sicilia, di cui faccio parte, alla Regione di creare un fondo di garanzia di 100 milioni di euro che potrebbe essere affidato ai Confidi siciliani per favorire l’accesso al credito alle piccole e medie imprese, che mi creda: oggi stanno rischiando il soffocamento dalle banche operanti nella nostra regione, esattori di garanzie infinite e assai poco partner nella rinascita della Sicilia.
La nostra piattaforma rivendicativa propone la patrimonializzazione dei Confidi, la deducibilità degli interessi passivi, l’accelerazione degli impieghi dei Fondi strutturali, e l’investimento sul nostro patrimonio più importante, i giovani. C’è una preoccupante fuga di cervelli dalla Sicilia verso le regioni del nord e del resto d’Europa, per l’incapacità di investire su di loro, sulla autoimprenditorialità”.
Oggi il Gruppo Cappello da’ lavoro a una settantina di persone. Il segreto del successo? “Aver mantenuto il clima familiare e di affetto come quando papà iniziò, in una bottega di trentasei metri quadri”.

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