di Redazione
Richard Gere in divisa bianca e bottoni dorati era uno schianto, ma bisogna accontentarsi delle proprie Hollywood e qui a Ragusa la parte degli eroi la fanno quelli della politica, persino Giovanni Cosentini assessore gentiluomo, a detta dell’Udc.
Che fosse assessore oltre i molteplici dubbi che ogni ragusano nutre, lo sapevamo; che ritornasse vicesindaco perchè Dipasquale adora vedere il suo popolo contorcersi di rabbia, ce lo aspettavamo; che si trattasse di vicende di cappa e spada è una scoperta che ci transita dalla politica che fa schifo alla favola.
Nella prima parte della storia avevamo un vice trombato ed il suo partito muy incazzato. Poi ieri in consiglio comunale secondo capitolo.
La parola a Salvatore Fidone: “Appartengo ad un gruppo di persone che sono gentiluomini, e con costoro sono stati stipulati patti ed accordi che attendo siano rispettati nei tempi e nei modi stabiliti”.
Il gentiluomo di riferimento ha un impercettibile fremito che gli fa ondeggiare la allicchiettata chioma sale e pepe; una scossa che tradisce la rottura di scatole per quell’esserino insignificante di un consigliere che lo vuole defenestrare.
I patti, conosciamoli.
Argomento, il solito, le promesse da mantenere ossia il ricambio assessoriale in casa Udc.
Consiglieri furiosi per il ritorno di Cosentini, questi che assicura una sventagliata di posti di sottogoverno di stampo regionale, mugugni e sospetti.
Prima dell’insediamento del vicesindaco mossa a sorpresa di Alfredo Gurrieri che a garanzia del patto assicura che se entro un mese non giungeranno “quelle risposte” dalla corrente di partito di riferimento (quella che sa come barcamenarsi nelle situazioni più difficili), Cosentini, da gentiluomo, se ne andrà o, meglio ancora (e qui sta la finezza del patto) se ne andrà Venerando Suizzo. Dei veri signori, non c’è che dire.
E così la seduta del consiglio comunale si trasforma in un “meeting” delle famiglie dove il patto viene snocciolato dal diretto escluso: Fidone.
Il messaggio ricco di quella dolcezza cuffariana che confonde luoghi, diritti, doveri, legalità, in una crema pasticciata e rivoltante conteneva un ultimatum all’assessore, un avviso al sindaco, un “vaffa” grosso come una casa a chi crede che nelle istituzioni si lavori per l’interesse collettivo.
Si parla infatti di patti assolutamente privati in quanto tesi al soddisfacimento di problemi ed esigenze privati, a spese dei contribuenti, che non hanno alcunchè di politico tanto che le ragioni dell’accordo non vengono mai esplicitate nè tanto meno possono divenire oggetto di aperto dibattito in aula.
Epperò si fa ricorso ad una bella immagine: quella del gentiluomo.
Considerate le inclinazioni dei gentiluomini in questione viene da pensare a quel passo del Machiavelli che smonta la retorica del passato e scrive: “Gentiluomini sono chiamati quelli che oziosi vivono delle rendite delle loro posizioni abbondantemente sanza avere cura alcuna o di coltivazione o di altra necessaria fatica a vivere”.
Fantastico, è lui, il nostro vicesindaco ritratto da uno che di politica ne capiva parecchio. Vengono in mente tutti i gentiluomini del mondo, da quelli dell’amor cortese a quelli shakespeariani, ma nessuno ha quell’aroma irresistibile di cannolo.
Tutto in lui sa di quella delizia inenarrabile. Grosso, maestoso, adornato riccamente, morbido, ottimo in ogni circostanza. E’ normale che il sindaco Nello Dipasquale tutto asperità lo voglia al suo fianco per smussare le ruvidità del suo procedere.
Prima passa Dipasquale come un panzer, poi ci ripassa Cosentini con uno strato di ricotta che incanta le masse. Essere gentiluomini è uno stato dello spirito, una condizione privilegiata per natura. Insomma lui, Cosentini, può. E’ nato con la camicia, quella con le cifrette piccole piccole ricamate sotto il cuore.
Immaginarselo nudo, è un orrore, crollerebbe un intero sistema di valori, anche il povero sindaco sembrerebbe uno spidizziato e l’intero governo una comitiva di derelitti. Insomma, è Cosentini che regge la commedia.
Il bis, però, sta andando maluccio. L’assessore gentiluomo precipita nei gradimenti. Poveri noi, come faremo, senza il nostro babà in doppio petto? Riuscirà un Fidone ectoplasmatico a darci il gusto della pienezza? No di certo. Cercasi affiliati clan Cosentini per sostegno causa permanenza. Un solo motto: signori si nasce.
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