Giudiziaria
|
25/02/2023 21:06

“Ayman non si è suicidato”

Il giallo sul sedicenne morto carbonizzato

di Redazione

"Ayman non si è suicidato"
"Ayman non si è suicidato"

Messina – Si chiamava Ayman e sabato scorso, a Merì, i carabinieri lo hanno trovato semicarbonizzato. Erano passate da poco le nove e mezza. Una pattuglia ha notato qualcosa bruciare nel parcheggio, pensavano si trattasse di rifiuti. Ma era il corpo di un ragazzo e aveva solo sedici anni.

Ayman riposa nel cimitero del paese, in un loculo che il Comune ha messo a disposizione. Appena sarà possibile, la famiglia vuole che torni in Marocco, da dove sono partiti anni fa per rifarsi una vita in Sicilia. Ma per almeno sei mesi non si potrà, ci sono indagini in corso. E il paese che aspetta risposte, nel frattempo sfila di fronte al parcheggio diventato sinonimo di un incubo.

Nessuno crede all’ipotesi del suicidio. Sebbene il fascicolo sia stato aperto per omicidio, è una delle piste d’indagine. “Ci sono elementi – filtra da fonti investigative – che non consentono di escluderla”.
C’era qualcosa che turbava Ayman? Qualcuno che lo minacciava? Era inciampato in una storia più grande di lui? Si sta lavorando per capirlo. Il buco temporale da riempire non è enorme, poco più di un’ora, Merì non è una metropoli, ma tra le otto e le nove e mezzo di sera di sabato qualcuno in giro c’è. E Ayman lo hanno visto. Alla pizzeria, dove la madre gli aveva chiesto di ordinare la cena e da dove si è allontanato assicurando “torno fra dieci minuti”. Nel vicino parco giochi, dove ha incontrato una ragazza e poi, secondo quanto filtra, sarebbe stato raggiunto da altre persone. Chi? Al momento non si sa. Sulle telecamere del paese gli investigatori stanno ancora lavorando. Quelle dell’unico distributore di Merì, da dove potrebbe arrivare la benzina che ha innescato le fiamme che lo hanno divorato, sono cieche. E le bottigliette trovate accanto al corpo da dove arrivano? Non si sa.