Giudiziaria Modica

Bambino abbandonato a Ragusa, la mamma naturale vuole "adottarlo"

Una vicenda che si sta complicando sul piano giuridico

Bambino abbandonato a Ragusa, la mamma naturale vuole "adottarlo"

Modica - Paradossi giuridici. Nato cinque mesi fa, il piccolo Vittorio Fortunato ha già una storia complessa, che si spera possa risolversi prima che gli renda difficile l'infanzia.
Il padre naturale inscenò il suo abbandono e ritrovamento il giorno della sua nascita, il 4 novembre scorso a Ragusa. Per questo sarà giudicato il prossimo 10 giugno per abbandono di minore, con rito abbreviato, dopo che la Procura di Ragusa per lui aveva chiesto il giudizio immediato. Posizione separata per la madre del piccolo, indagata per concorso in abbandono. La Procura ne ha chiesto l'archiviazione, scatenando l'opposizione dei legali che tutelano il piccolo Vittorio. La data dell'udienza deve essere ancora ufficializzata.

Vittorio (oggi ha un altro nome), dal 20 novembre scorso, è stato affidato in pre adozione ad una famiglia residente fuori dalla provincia iblea. Ma la madre del bambino che sostiene di non averlo mai voluto abbandonare, quel figlio lo rivuole, con tutte le sue forze. Fu lei a chiamare l'ex compagno e padre del bambino chiedendo aiuto mentre stava partorendo in casa. Fu lei ad affidarglielo. Lui decise di fingere che fosse stato abbandonato, e poi di averlo trovato per caso. Dichiarò, per qualche tempo, non sapere che era il proprio figlio. "La madre farà di tutto per riavere il suo bambino - dice l'avvocato Daniele Bocciolini, che la rappresenta - il procedimento è complesso e riguarda più fronti. Dal punto di vista civilistico e minorile, al momento le richieste sono state rigettate in merito alla sospensione o revoca del provvedimento di adottabilità. Ma il procedimento eè ancora in corso e non è definito".

Il legale aggiunge: "Nel rispetto di tutti gli interessi coinvolti, e soprattutto nell'interesse superiore del minore, ci rivolgeremo alle Istituzioni locali e nazionali, al Garante dell'Infanzia, al ministero della Giustizia, fino alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per fare valere il diritto della mia assistita di potere riabbracciare suo figlio. In uno Stato di diritto - conclude l'avvocato Bocciolini - l'adozione rappresenta solo l'estrema soluzione. I bambini devono essere cresciuti dai loro genitori naturali. In questo caso ci sono le condizioni affinchè in bambino cresca con la propria madre biologica".


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