Giudiziaria Trapani

Casa chiusa a Mazara, via vai per le ragazze sudamericane

Denunciato un 50enne del posto per sfruttamento della prostituzione

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/10-05-2022/casa-chiusa-a-mazara-via-vai-per-le-ragazze-sudamericane-500.jpg Casa chiusa a Mazara, via vai per le ragazze sudamericane

 Mazara del vallo, Tp - Una casa a luci rosse è stata scoperta dalla finanza a Mazara, nel trapanese. Tanti i clienti che nelle ore notturne affollavano l’immobile che si trovava quasi in zona centrale. A gestire gli affari, un 50enne del posto a cui è stato dato il divieto di dimora. Dentro l’immobile diverse ragazze straniere si guadagnavano da vivere vendendo il proprio corpo. La Guardia di finanza ha dato esecuzione oggi ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale ed un sequestro preventivo a carico dell'uomo,indagato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Le indagini dei finanzieri hanno avuto origine dall’accurata analisi delle movimentazioni finanziarie eseguite tramite “money transfer” da alcune donne di origine sudamericana in un punto di rimessa di denaro di Mazara. Queste donne, sebbene risultassero disoccupate, inviavano periodicamente ingenti somme di denaro nel loro paese di origine. A seguito di appostamenti e pedinamenti serrati, veniva individuato un immobile, ubicato in una zona semicentrale nel comune, dove le donne vivevano per brevi periodi e dove le Fiamme gialle notavano un anomalo via vai di persone di notte.

Ulteriori intercettazioni telefoniche hanno consentito di raccogliere altri indizi di colpevolezza a carico del proprietario dell’appartamento. Dai riscontri è emerso come l’abitazione fosse adibita a vera e propria casa di appuntamenti, sistematicamente concessa in affitto per consumarvi del sesso a pagamento, curando e mantenendo personalmente i contatti con le "sue" donne, programmando i loro periodi di permanenza e organizzando una confortevole sistemazione logistica per favorirne al meglio l’attività. Il gip di Marsala ha emesso nei suoi confronti il divieto di dimora a Mazara e un decreto di sequestro preventivo, grazie al quale sono stati messi i sigilli all’immobile. Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e sono tutt’ora in corso accertamenti finalizzati a stabilire le responsabilità dello sfruttatore.


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