Giudiziaria Il caso

Denise Pipitone, altri giornalisti indagati insieme a Infante

L’accusa è diffamazione aggravata nei confronti dei pm di Marsala

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 Caltanissetta - Fa discutere l'avviso di garanzia emesso dalla procura di Caltanissetta, e non da quella di Marsala come emerso in un primo momento, nei confronti del giornalista Milo Infante, conduttore della trasmissione di Rai2 "Ore 14", con l'accusa di diffamazione aggravata. "Non ho mai fatto una critica ai magistrati di Marsala - dice il giornalista per fare chiarezza -, ho solo chiesto che si occupino di ritrovare la piccola Denise Pipitone. Ha ragione Piera Maggio, quando dice, esprimendomi solidarietà per il mio avviso di garanzia, che le stanno facendo terra bruciata attorno". 

Infante è indagato dalla Procura di Caltanissetta perché le persone che si ritengono offese dalla presunta diffamazione sono dei magistrati, appunto di Marsala. E per competenza territoriale, quando ci sono dei magistrati tra le parti offese o tra gli indagati, ad occuparsene è un'altra Procura. In questo caso quella nissena. "I magistrati invece di indagare sui giornalisti dovrebbero indagare per cercare Denise – continua -. Uno sfogo emotivo mio, ho detto solo: cercatela sta bambina. Peraltro, non sono il solo a essere indagati, ci sono altri colleghi. C'è un'attività in corso". Dunque, Infante non è l’unico giornalista indagato in questo momento dai pm trapanesi, che si sentirebbero offesi da sollecitazioni mediatiche vissute come critiche al loro operato. I loro nomi non sono stati svelati.

"Io, comunque, non riesco a vedere la diffamazione – aggiunge Infante -, bisogna capire, non so dire davvero il motivo della querela. Ma so che alcuni giornalisti su questa vicenda hanno dato una prova di superficialità". Intanto Piera Maggio ha diffuso sui social un Qr code con tutte le immagini e le informazioni ufficiali sulla scomparsa di Denise Pipitone: inquadrando con la fotocamera del proprio cellulare il Qr code, si viene introdotti a pagine web dove sono raccolte una serie di informazioni e dettagli relativi a Denise, utili per la sua ricerca. Una nuova iniziativa, personale, per non darsi per vinta.

“Se vuoi fai stampare dal tipografo un adesivo oppure un adesivo magnetico da applicare sulla vetrata del proprio esercizio commerciale – scrive la mamma di Denise su Facebook -, porta, sull’auto, sul tuo furgone, camper o camion. Salva l’immagine e diffondila anche attraverso WhatsApp, Telegram etc.. Anche all’estero. Coloro che hanno rapito Denise, hanno eluso la giustizia italiana. Alcuni ci sono caduti in pieno inconsapevolmente, altri per volontà propria e altrui. Questo rimarrà una vergogna indelebile nella memoria di molti italiani. È dura – conclude -, ma andremo avanti nella ricerca della verità e giustizia per Denise, come abbiamo sempre fatto”.


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