Già consigliere provinciale, il dottore corse all'Ars nel 2006 e cinque anni dopo arrivò quinto alle Comunali. Cuffaro: "Non c'entra niente con me"
di Redazione

Trapani – E’ il medico di base di Andrea Bonafede. Quello vero, ma anche di quello ‘finto’, ovvero Matteo Messina Denaro, che quella identità l’ha utilizzata per nascondere la sua latitanza. Fuori dallo studio in cui riceveva i suoi pazienti, anche candidato, tre volte, in politica: consigliere provinciale prima, quindi nel 2006 all’Assemblea regionale siciliana con l’Udc a sostegno di Totò Cuffaro e cinque anni più tardi provò a diventare sindaco di Campobello di Mazara con il Popolo delle libertà.
Alfonso Tumbarello, medico di base di Campobello di Mazara, è nel registro degli indagati – l’ipotesi per ora è procurata inosservanza di pena aggravata dal metodo mafioso – e la sua abitazione e il suo studio sono stati perquisiti: aveva in cura Andrea Bonafede, l’identità falsa utilizzata dall’ultimo boss stragista. Per anni lo ha seguito nell’evoluzione della situazione clinica tra farmaci, visite specialistiche, cure.
Era stato lui a stilare una diagnosi per l’accesso di Andrea Bonafede, alias Messina Denaro, all’oncologia della clinica La Maddalena, a Palermo, dopo l’operazione che il boss aveva subìto nell’ospedale di Mazara del Vallo. Messina Denaro aveva presentato anche a lui la carta d’indentita e la tessera sanitaria intestate a Andrea Bonafede. “Non sapevo nulla. Per me lui era il signor Bonafede”, ha detto il medico con la passione per la politica.
“Non c’entra niente con me – si è difeso Totò Cuffaro –. Nel 2006 la mia lista, era la ‘Lista del Presidente’ chiamata ‘Arcobaleno’, e il dottor Tumbarello non era candidato con la mia lista, era candidato nella lista della Udc. Le candidature di Trapani non sono state scelte da me”.
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