Giudiziaria Palermo

Nuovo sequestro per la palestra Virgin di Palermo

La struttura è comunque chiusa per Covid

Nuovo sequestro per la palestra Virgin di Palermo

Palermo - Il tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso della Procura, ha disposto un nuovo sequestro dell’immobile sede della palestra Virgin del capoluogo siciliano. L’edificio era stato sequestrato nei mesi scorsi per presunti abusi edilizi nella ristrutturazione e pericolo di crollo, ma il gip, su istanza del legale del proprietario della struttura, aveva poi dissequestrato l'immobile. Contro la decisione i pm hanno fatto ricorso al Riesame.

Non è stata ancora depositata la motivazione del provvedimento. Il sequestro è sospeso perché non è ancora definitivo fino a eventuale pronuncia della Cassazione. La palestra, comunque, non ha mai riaperto i battenti essendo rimasta chiusa per le disposizioni contro l’emergenza Covid.

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, è stata condotta dalla Polizia municipale. Secondo l’accusa, nel ristrutturare l’immobile poi diventato sede della palestra sarebbe stata aumentata la superficie utile dell’edificio, lavori per cui sarebbe stata necessaria la concessione edilizia, mai richiesta. In questo modo si sarebbero anche risparmiati 60mila euro di oneri di urbanizzazione.

Nella vicenda sono implicati anche funzionari di pubblica amministrazione che avrebbero ritenuto legittima la dichiarazione di inizio lavori presentata e non avrebbero preteso la concessione. Le indagini hanno accertato anche «criticità su calcoli strutturali» che metterebbero a rischio la staticità dell’edificio.

La struttura adibita a palestra insomma non sarebbe adeguata agli standard antisismici e a sopportare il carico delle nuove parti realizzate, con conseguente rischio per l'incolumità.

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Nel procedimento sono indagati Filippo Basile, amministratore della società Euroleasing Company Spa, proprietaria dell’immobile, Antonino Lo Duca, progettista e direttore dei lavori fatti per ampliare la struttura, Tommaso Castagna, titolare della società esecutrice dei lavori e i funzionari del Comune l’architetto Giuseppe Monteleone, dirigente responsabile dello Sportello Unico delle attività produttive, Antonino Zanca e Sergio Marinaro che hanno istruito la pratica. I primi tre sono accusati degli abusi edilizi. I funzionari comunali sono accusati di abuso d’ufficio per avere procurato "intenzionalmente - sostengono i pm - ingiusti vantaggi alla società Euroleasing Company Spa».


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