Giudiziaria Il colmo

Ragusa, premiato dall’Onu il salvataggio di migranti sotto inchiesta

I pm iblei indagano ancora dietro le quinte dell'operazione Maersk-Mediterranea

Ragusa, premiato dall’Onu il salvataggio di migranti sotto inchiesta

 Ragusa - Un anno fa si concludeva con lo sbarco a Pozzallo il caso internazionale del mercantile Maersk Etienne che era stato per 38 giorni fermo in mare con 27 naufraghi a bordo, ripescati nel Mediterraneo: a intervenire fu l’ong Mediterranea che per quel salvataggio, premiato oggi dall’Onu, è ancora al centro di un’inchiesta giudiziaria a Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata da scopi di lucro. Per mettere fine a un dramma che aveva assunto rilievo mondiale, la nave Mare Jonio - autorizzata dal Viminale - salpò da Licata per trasbordare i superstiti al porto di Pozzallo.

Un’operazione in mare applaudita sul momento da media e società civile ma che rischia di costare caro adesso a 8 tra armatori, marittimi e attivisti di Mediterranea, indagati da marzo scorso. Secondo la Procura ragusana l’hanno fatto per soldi; mentre i volontari, e lo stesso colosso petrolifero danese, ribattono che il denaro ricevuto era solo una donazione, ricevuta mesi dopo, come tante altre che permettono alle ong di esistere. Il colmo per l'equipaggio della Maersk che, dopo il "Seafarers Award 2021" a fine maggio, giusto oggi ha ricevuto una menzione speciale e ancora più importante dall'Imo - l'organizzazione marittima delle Nazioni Unite - "per il coraggio, professionalità e rispetto delle più nobile tradizione della legge del mare" esibita nel soccorso.


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