Giudiziaria Acate

Ris sulle tracce di Daouda, l’inspiegabile silenzio di “Chi l’ha visto?”

Il sindaco Di Natale: “Mi hanno detto che aveva il diabete, ma non mi è arrivata nessun’altra voce”

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/22-07-2022/ris-sulle-tracce-di-daouda-l-inspiegabile-silenzio-di-chi-l-ha-visto-500.jpg Il sindaco Di Natale: “Mi hanno detto che aveva il diabete, ma non mi è arrivata nessun’altra voce”

 Acate – La stagione di “Chi l’ha visto?” è terminata ignorando il caso Daoude Diane: né l’ultima puntata del 13 luglio né la pagina social della trasmissione di Rai3, che continua a postare ogni giorno casi di persone scomparse o ritrovate, si sono mai curate del 37enne mediatore culturale ivoriano sparito dal 2 luglio scorso ad Acate. Eppure la notizia ha avuto una grande eco, non solo sulle pagine dei siti locali, visto che se ne sospetta la morte addirittura per omicidio e la storia ha molti degli ingredienti del “giallo” che piacciono ai media: il povero migrante, la fatica del lavoro e le difficili condizioni di vita, i video pubblicati prima della scomparsa, il biglietto aereo già pagato per rincontrare la famiglia in Costa d’Avorio, le manifestazioni di protesta indette dall’Usb. Anche i carabinieri del Ris stanno cercando Daouda mentre, mistero nel mistero, il programma della Sciarelli prosegue a mantenere una inspiegabile “censura”.

Acate conta circa 10 mila abitanti, con tante famiglie integrate in una comunità multietnica; ma ci sono anche molti "invisibili" che vivono ai margini del paese, nella cosiddetta 'fascia trasformata' del ragusano e che - secondo i sindacati - lavorano spesso in nero, in situazioni degradanti e disumane. Da un lato del paese il castello, dall'altro l'ex convento in cui il Ciss - Cooperazione internazionale sud sud - ha inaugurato, grazie ai locali messi a disposizione del Comune, il progetto "Paspartù" rivolto ai bambini delle serre e ai loro genitori: un programma finanziato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e da “Con i Bambini”, una organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione con il Sud. Un punto fisso di aggregazione e socializzazione che arriva dopo anni di impegno ai margini di Acate, dove un pullmino del Ciss ha macinato chilometri raggiungendo le campagne, per coinvolgere i bimbi in laboratori e iniziative. Comunicano in italiano ma parlano lingue diverse: albanese, arabo, inglese, francese. All'inaugurazione c'era anche Michele Mililli responsabile, per il sociale, del sindacato Usb: il primo a puntare l'attenzione sulla scomparsa di Daouda.

Questo per dire che "ci sono tante belle realtà" nella zona, come afferma il sindaco Giovanni Di Natale, e non solo sfruttamento e indifferenza verso gli “schiavi” africani che sgobbano sotto il sole, in campi e cantieri. "Gli inquirenti, a quanto vedo, stanno lavorando senza tralasciare nulla - aggiunge il primo cittadino acatese -. Prima i droni con la Protezione civile, poi i Cacciatori di Sicilia (con base a Sigonella, ndr). Poi per tutta la giornata un sopralluogo dei Ris nello stabilimento del calcestruzzo, per il quale è stata chiesta anche la collaborazione dell'ufficio tecnico del Comune oltre all'impegno dei carabinieri". Il riferimento è alla SGV Calcestruzzi in cui Daouda è stato visto per l’ultima volta e che, in una lettera inviata dai suoi avvocati a Ragusanews, respinge ogni sospetto sollevato in queste settimane nei suoi confronti. "Mi hanno detto che Daouda aveva dei problemi di diabete - continua Di Natale -. Poi, di solito qualche chiacchiera in paese arriva: stavolta nulla, non mi è giunta alcuna voce".


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