Nel 2018 scaraventò il piccolo a terra in preda a un raptus: “Non volevo, lo amavo”
di Redazione
Catania – La prima Corte d’assise d’appello di Catania ha ridotto ieri da dieci a otto anni di reclusione la condanna di Valentina Ferlauto: la 30enne accusata di avere ucciso, nel 2018, il proprio figlio di tre mesi “scaraventandolo violentemente a terra”, in preda a un raptus che neppure lei è mai riuscita a spiegare. La Procura aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, emessa nel 2020 dal Gip.
Entrambi i processi sono stati celebrati entrambi col rito abbreviato. La donna, attualmente in una comunità terapeutica assistita del Catanese, era stata arrestata dalla polizia nel novembre di 4 anni fa: ha sempre sostenuto di avere agito con la “mente oscurata” e di “non sapere spiegare cosa sia successo”, ma sicuramente “non volevo uccidere mio figlio, non ho mai pensato di farlo” perché, ha spiegato, “lo amavo”.
L’imputata ha detto di “essersi sentita male” e che la sua intenzione era di “gettarlo sul letto e non per terra”. “La nostra ipotesi – commenta il suo avvocato, Luigi Zinno – è sempre stata quella dell’omicidio preterintenzionale e la decisione della Corte sembra vada incontro a questa nostra lettura dei fatti: aspettiamo il deposito delle motivazioni, fissato entro i prossimi 90 giorni, per avere contezza sulla valutazione dei giudici”.
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