Giudiziaria
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07/10/2022 19:00

Uccise l’amante incinta, dall’ergastolo pena ridotta a 19 anni e 4 mesi

La madre della vittima, Ana Maria Di Piazza, ricorrerà in Cassazione contro Antonino Borgia

di Redazione

Uccise l'amante incinta, dall'ergastolo pena ridotta a 19 anni e 4 mesi
Uccise l'amante incinta, dall'ergastolo pena ridotta a 19 anni e 4 mesi

 Palermo – Cancellato in appello l’ergastolo ad Antonino Borgia, accusato di avere ucciso la compagna incinta, la 30enne Ana Maria Lacramioara Di Piazza (foto). La commutazione in una condanna a 19 anni e 4 mesi nei confronti dell’imprenditore di Partinico è stata decisa dalla corte di assise di appello in accoglimento delle tesi dell’avvocato difensore Salvatore Bonnì, che aveva sempre affermato che il delitto era stato compiuto d’impeto, a seguito di una lite insorta tra i due e peraltro ripresa dalle telecamere di videosorveglianza. Borgia, stando alle immagini, picchiò la giovane in una escalation di violenza brutale, che ai giudici di secondo grado è apparsa però estemporanea, non preordinata né preventivamente organizzata. 

Una tesi che contrasterebbe con la freddezza dimostrata dall’uomo, sposato e padre di 2 figli, che dopo il delitto andò dal barbiere e addirittura in commissariato per una questione burocratica. In alcune intercettazioni successive all’omicidio, Borgia insultò la vittima dicendo che avrebbe voluto ricattarlo (“mi chiese il pizzo”) per via della relazione extraconiugale intrattenuta da lui. La parte civile – la madre della vittima, con il figlio piccolo di Ana Maria, assistiti dal legale Angelo Coppolino – sposa invece le tesi dei pm e insiste perché all’uomo venga dato nuovamente l’ergastolo: per questo ricorrerà in Cassazione.