L’enciclopedia celebra la cantante palermitana, scomparsa nel 2004.
di Redazione
Era l’estate del 1982, l’Italia aveva vinto i Mondiali di Spagna e celebrava i suoi idoli, fra tutti Paolo Rossi e Dino Zoff, il Paese era attraversato da ondate di calore che ovviamente oggi non ci sembrerebbero più tali, Giuni Russo entrava il 7 agosto nella top ten con il brano di Franco Battiato, Un’estate al mare. Non ne sarebbe più uscita, fino a novembre.
Sarà per quell’estate così indimenticabile, per quello che è rimasto un tormentone balneare da 44 anni, per la storia di una prostituta che sogna una vacanza al mare, un harmonizer e una pausa dalle difficoltà della sua vita e per la voce inconfondibile della cantante palermitana che Un’estate al mare si è impressa nella memoria collettiva e non se ne è più andata. Tanto che oggi il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia celebra Giuni Russo e il suo brano più famoso, colonna sonora delle vacanze estive di intere generazioni.
“Apparentemente leggera, con una melodia semplice e immediatamente riconoscibile la canzone nasconde un testo tutt’altro che banale, ricco di immagini evocative, perfettamente in linea con il gusto citazionistico di Battiato”, spiega una nota. E ancora: “L’inconfondibile eco del suffisso ‘-oni oni’ degli ombrelloni, gli inauditi virtuosismi vocali con il celebre verso dei gabbiani ottenuto modulando la voce su tonalità altissime, contribuiscono a trasformare Un’estate al mare in uno dei tormentoni più longevi e amati della musica italiana, che da oltre quarant’anni torna ad annunciare l’arrivo della bella stagione. I successivi album Vox, Mediterranea, Giuni e Album confermano le qualità interpretative e la vocazione sperimentale dell’artista, ma segnano anche l’acuirsi dei contrasti con la casa discografica CGD, orientata verso un repertorio più leggero e commerciale, al quale Giuni non vuole cedere neppure dopo il successo di Alghero (1986)”.
Potrebbe interessarti anche...
Nata a Palermo il 7 settembre 1951, vince giovanissima il Festival di Castrocaro con A chi di Fausto Leali, ottenendo un contratto con la Emi e la partecipazione al Festival di Sanremo del 1968. Grazie a una voce inconfondibile, dotata di “un’estensione di oltre cinque ottave”, attraversa con naturalezza il pop, la musica classica, etnica, elettronica e persino il jazz.
Ma è l’incontro con Battiato, all’inizio degli anni Ottanta, che la impone all’attenzione del grande pubblico e ne sancisce la definitiva consacrazione: dalla loro collaborazione nasce l’album Energie (1981) e l’anno successivo, Un’estate al mare, che raggiunge il vertice delle classifiche, vince il Festivalbar e conquista il Disco d’oro. Nel 1988 pubblica A casa di Ida Rubinstein, ancora una volta insieme a Franco Battiato, e continua a sperimentare nuovi repertori fino al ritorno al Festival di Sanremo nel 2003 con Morirò d’amore.
Nel 2004 esce l’album Napoli che canta, ma in quello stesso anno una lunga malattia pone fine al percorso di un’artista sempre fedele a una musica fondata su ricerca, sperimentazione e libertà espressiva.
© Riproduzione riservata
