Se le danno di santa ragione
di Redazione
Modica – Scambio di accuse molto dure su Facebook tra il candidato sindaco del Pd Giovanni Giurdanella e il candidato assessore di Mommo Carpentieri, Uccio Barone. I trascorsi sotto le comuni bandiere uliviste il motivo del contendere. Ragusanews vi offre la polemica. Integrale.
Giovanni Giurdanella:
“Due giorni di attacchi diretti.
Il prof. Uccio Barone, assessore designato da Mommo Carpentieri, ha scelto di impiegare così un intero week end: attaccando me, personalmente, e l’Amministrazione Buscema. E dopo aver parlato dell’ultima legislatura come di un periodo da dimenticare, è arrivato a dire che la città stava nettamente meglio quand’era amministrata da Piero Torchi. Ancora: è arrivato a sostenere che il Pd non l’ha mai voluto nel proprio gruppo dirigente; è arrivato a parlare della nostra squadra come di un gruppo di “giovani vecchi” con “una marcia indietro”.
Di fronte a tutto ciò, mi trovo costretto a fare quello che non avrei voluto fare. E cioè rispondergli direttamente e pubblicamente, andando a ritroso solo nella storia e riportando alcune cose del passato alla memoria dei nostri concittadini. In modo che siano più chiare anche alcune altre cose del presente.
Innanzitutto, va ricordato che ilprof. Barone, negli anni dell’amministrazione Torchi, ha ricoperto con grande autorevolezza il ruolo di capogruppo dei DS e, insieme ad Antonello Buscema capogruppo della Margherita, ha condotto una puntuale, attenta e dura azione di opposizione all’allora amministrazione di centrodestra, nella quale peraltro Mommo Carpentieri è stato per lungo tempo vicesindaco. Se appare dunque ammissibile e coerente che Torchi e Carpentieri abbiano ricongiunto i loro percorsi in questa campagna elettorale, nel tentativo di ripristinare il loro tandem amministrativo, appare assai più difficile da comprendere come mai Barone abbia deciso di smentire in questo modo, unendosi alla loro avventura, decenni di convincimenti politici.
Anche non volendo pensare che a giustificare un tale repentino cambio di orientamento basti al prof. Barone il fatto di essersi sentito “trascurato” dal PD modicano, è necessario ricordare alcuni importanti passaggi della recente storia del centrosinistra e del nostro partito.
L’altissima considerazione in cui il prof. Barone è stato sempre tenuto è stata dimostrata, fino al 2007, con la scelta del centrosinistra di indicarlo come candidato alle elezioni per la Presidenza della Provincia regionale di Ragusa. Competizione nella quale – nonostante il valore della sua figura – non andò oltre il 25% dei consensi, contro il 65% del suo avversario di centrodestra (quel Franco Antoci che oggi, coerentemente, è candidato sindaco PdL a Ragusa…).
Il percorso di evoluzione che subito dopo ha conosciuto il centrosinistra, con la nascita del Partito Democratico, ha spinto le classi dirigenti locali, così come quelle nazionali, a promuovere un rinnovamento delle rappresentanze politiche e istituzionali, al fine di realizzare un avvicinamento alla sensibilità dell’elettorato e di riprendersi la capacità di porsi come punto di riferimento per i cittadini.
In questo processo è accaduto che nel 2008, in occasione delle elezioni regionali, la dirigenza del nuovo Partito Democratico abbia preferito l’ipotesi della mia candidatura a quella della candidaturadel prof. Barone.
Ma non volendo pensare, nemmenoin questo caso, che nell’odierna competizione si riverberino le conseguenze di quella scelta, o che vi siano dunque nei confronti miei e del Pd motivi diavversione che vanno oltre la politica, devo tornare a ricordare anche come sono andate le cose successivamente.
Il Partito Democratico, da cui Barone sostiene di sentirsi bistrattato, e il sindaco Buscema, a cui egli si permette di imputare presunte responsabilità di decadenza culturale e degrado della città, sono lo stesso partito e lo stesso sindaco che in questi cinque anni non hanno mancato occasioni per valorizzare la sua figura eminente di storico e di intellettuale, riconoscendo l’elevatissimo contributo che la sua esperienza può e deve dare alla vita e alla crescita culturale della città edandogli occasione di influenzarla in modo determinante.
La presidenza della Fondazione Grimaldi – per la quale il sindaco Buscema e la maggioranza Democratica hanno proposto e sostenuto la figura del prof. Barone, difendendola da tutte le critiche che ne sono venute http://www.ragusanews.com/articolo/22083/uccio-barone-e-il-presidente-della-fondazione-giovan-pietro-grimaldi – è solo una delle dimostrazioni di come il centrosinistra modicano abbia inteso continuare ad assicurare a Barone un ruolo da protagonista: non c’è stata manifestazione o processo culturale di rilevo a cui Barone non abbia partecipato, pensandolo e realizzandolo in stretta collaborazione con l’Amministrazione.
E riguardo a quei progetti di cui il sindaco Buscema è stato nelle condizioni di porre solo le basi, per ragioniche ne hanno impedito il pieno sviluppo, come nel caso della Biblioteca, del Palazzo dei Mercedari, ecc…, il prof. Barone – che oggi se ne riempie la bocca, per altro limitandosi, mi si permetta, a mere enunciazioni generiche e scontate – conosce per filo e per segno i fatti e sa in quali tempi e in quali modi il prossimo sindaco, chiunque sia, potrà operare per portarli a compimento.
Esattamente come – voglio sperare – il professor Barone conosce quale sia la perentoria posizione del suo candidato sindaco sulla destinazione del Convento del Carmine. Che secondo Mommo Carpentieri è sempre stato assolutamente da affidare ai Carabinieri perché possano, da lì, garantire sicurezza al centro cittadino (http://www.radiortm.it/2012/08/21/modica-mommo-carpentieri-la-caserma-dei-carabinieri-deve-ritornare-presidio-fondamentale-per-la-legalita-in-piazza-matteotti/). E che, al contrario, per Barone sarebbe un delitto non destinare al patrimonio culturale e turistico di Modica (http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualit%E0/modica/17271-barone-convento-del-carmine-incompatibile-con-la-presenza-dei-carabinieri.html). Che i due – candidato sindaco e assessore designato – riescano, su questo e su altro, a parlare la stessa lingua è, credo, necessario per questioni di chiarezza, trasparenza e affidabilità nei confronti dei cittadini.
Fatto questo necessario ripasso di storia, materia nella quale nessuno può pretendere di insegnare al prof. Barone, un’ultima cosa sul presente la voglio dire ed è per me la più importante.
La nostra squadra è fatta per lo più da giovani, è vero. Ma non abbiamo scelto di metterli lì per cavalcare una demagogica esigenza di rinnovamento, né perché con questo intendiamo dire che non abbiamo bisogno dei nostri “vecchi”. Abbiamo scelto di coinvolgere le nuove generazioni in ruoli di responsabilità innanzitutto perché ci fidiamo del fatto che sapranno essere i migliori amministratori: perché sono laureati, professionisti, ricchi di competenze e di idee. Persone che in molti casi hanno studiato fuori, hanno acquisito esperienze e conoscenze, hanno una visione aperta delle cose e vogliono metterla a disposizione della loro città.
Come ha già fatto il sindaco Antonello Buscema, come hanno già fatto molti dei nostri consiglieri comunali e dei nostri dirigenti (che non per questo si sentono messi da parte e che continueranno a svolgere un ruolo fondamentale in altre forme e in altre sedi rispetto a quella istituzionale – che non è l’unica in cui si può esprimere autorevolmente unafunzione politica), abbiamo scelto di dimostrare ciò di cui siamo sinceramente convinti: e cioè che tra i doveri di ogni classe dirigente ci sia quello di operare per la formazione di quella successiva, non quello di pensarsi esclusiva portatrice della verità, insostituibile e imperitura”.
“Avevo evitato finora di scendere sul piano personale, benché oggetto di attacchi giornalieri dei vari addetti -stampa dell’avv. Giurdanella circa la mia tarda e anziana età e il tradimento di cui mi sarei macchiato. Avevo anche esternato privatamente e pubblicamente la mia stima nei confronti di Giurdanella, anche se non ne ho apprezzato le scelte urbanistiche. Tuttavia non posso non replicare a questa precisa ricostruzione storica ,che mi conferma per bocca diretta dell’interessato l’operazione politica compiuta nel 2008 dai “compagni” del neonato PD: eliminare dalla scena l’unico candidato allora spendibile (Buscema era già sindaco, io avevo ottenuto 40.000 voti in provincia e oltre 10.000 in città ) e di puntare su una candidatura allora “giovane” e di servizio per garantire l’ elezione dell’ on. Di Giacomo, che temeva di non farcela con i soli suffragi di Comiso. E questo avvenne puntualmente : Giurdanella si difese bene (oltre 3000 voti, se ricordo bene) , ma senza impensierire più di tanto Digiacomo, che potè così raccogliere indisturbato nella nostra città i voti necessari (anche i seguaci dell’on. Ammatuna ne approfittarono). Questa e’ la storia vera dell’ unico tradimento avvenuto, tradimento compiuto dai dirigenti ex-Pci a danno di Modica e dei cittadini modicani, che sono stati privati della possibilità di avere un rappresentante all’Assemblea Regionale. Io fui allontanato ed escluso dal PD per questo motivo dai noti e arcinoti compagni, che orchestrarono una campagna stalinista nei miei confronti. Fatto fuori, semplicemente e definitivamente. Con ipocrita connivenza di tutti glli altri dirigenti, vecchii e nuovi. Punto. Nondimeno ho sempre mantenuto lealtà personale verso Antonello Buscema per cinque anni, fino alla sua decisione di non ricandidarsi. A quel punto mi sono sentito libero di fare le mie scelte, che non sono frutto di quel passato avvelenato, ma guardano al futuro della città , con un Polo civico che conta anche l’appoggio del Presidente Crocetta. Con la mia precoce vecchiezza (65 anni, ancora al servizio dello Stato), non mi faccio dare lezioni di coerenza da chi è stato alleato con pezzi del CentroDestra (ex MPA), conta nelle sue liste uomini del CentroDestra ed è alleato sul piano nazionale con Berlusconi. Come vede, caro avvocato, ciascuno si tiene le sue pretese coerenze. Tutto il resto e’ un piccolo alibi per non parlare di programmi e sfuggire al confronto sui risultati deludenti di questa Amministrazione, di cui Lei è autorevole esponente e continuatore. Con Mommo Carpentieri e con gli altri amici abbiamo concordato un programma condiviso, anche sul convento dei Carmelitani, che speriamo di restituire ala città. Cosa che voi non avete fatto. Dopo la necessaria puntualizzazione, Le prometto che non intendo alimentare oltre questa inutile polemica, che non interessa nessuno. Sui programmi il dibattito resta aperto, come si usa in democrazia e in campagna elettorale”.
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