Nessun apparentamento
di Redazione


Pozzallo – Nessun apparentamento a Pozzallo.
Luigi Ammatuna aveva già designato Marco Sudano, Alessandro Maiolino e Francesco Gugliotta. Ora ha completato la squadra con Rossella Smarrocchio, docente di storia dell´arte.
Roberto Ammatuna ha indicato Pino Asta, Uccio Agosta, Ignazio Ruffino e Milena Agnello.
La delusione di Gianluca Manenti
“A pochi giorni dai risultati elettorali che hanno determinato il ballottaggio fra i due Ammatuna, mi è doveroso esprime un sentito ringraziamento a tutti gli amici e le amiche che hanno creduto nel nostro progetto. Il risultato non ha premiato gli sforzi e l’impegno di ciascuno, ma non tutto è perduto e farò il possibile perché nulla vada perduto”. Con queste parole il Dott. Manenti esprime la propria analisi del risultato elettorale dello scorso weekend. “Non mi sono voluto sottrarre a questa pubblica riflessione per rispetto verso i tanti amici che hanno espresso il loro consenso e ancor di più per gli altri che, alla luce del risultato uscito dalle urne, avrebbero voluto “investire” meglio e diversamente il proprio voto.” Il consenso di Grande Sud se pur minimo nelle percentuali è un risultato che va inserito nel suo contesto storico e politico. Grande Sud con questa tornata elettorale ha messo le radici a Pozzallo, e se le circostanze a livello provinciale e regionale lo permetteranno, queste radici porteranno un prezioso frutto per la nostra Pozzallo. Per quanto riguarda nell’immediato il ballottaggio, il dott Manenti afferma: “ritengo che entrambi i candidati non rappresentino una svolta al meglio e che in prospettiva fra un paio di anni si dovrà tornare a votare; tuttavia va fatta una scelta, speriamo che vinca il migliore”.
Il dott. Manenti ha recentemente pubblicato sulla propria pagina di Facebook una commento personale i cui contenuti sono stati molto apprezzati; abbiamo ritenuto opportuno riportarlo in calce a questo comunicato stampa
“I candidati per essere eletti non dicono tutto e sopratutto dicono cose anche non interamente vere al fine di ottenere il consenso. I candidati, tutti, non possono avere le soluzioni in tasca, ed in campagna elettorale non possono dichiarare l’ovvio: ovvero che il sistema di privilegio ed i carrozzoni con dipendenti improduttivi devono essere smantellati e lo saranno, semplicemente perchè non ci sono più i soldi per mantenerli.
La vera battaglia quindi è rimandata a dopo il ballottaggio; una volta eletto il Sindaco dovrà operare dentro una macchina comunale sconquassata da un decennio di gestione approssimativa; dovrà trovare un modo per dare motivazione ed energia ai dipendenti; dovrà confrontarsi con cittadini stanchi e disillusi, con la certezza che la salita sta per iniziare. Dovrà insomma costruire un progetto preso atto delle risorse disponibili.
Tutto questo è un lavoro per superman, e per fortuna nessuno dei due candidati lo è, neanche chi più di altri si presenta per essere l’uomo/soluzione. In realtà l’uomo soluzione oggi è tale nei termini in cui interpreta una soluzione possibile e condivisa da tutti. Insomma la città si salva se ognuno di noi fa la sua parte, non bastano gli eroi.
E noi tutti quale soluzione vogliamo per Pozzallo?
Personalmente credo che la strada da percorrere sia quella di un cambiamento ed un coinvolgimento. Al di là di schemi ed ideologie ormai inesistenti il blocco di potere che ha operato fino ad adesso ha operato male ed i risultati sono evidenti a tutti.
Poi serve il coinvolgimento collettivo in alternativa all’uomo solo al potere. Serve un vero leader, che sappia porsi in secondo piano, ed interpreti in maniera trasversale le istanze della cittadinanza, che cerchi l’unione nella città ed il sostegno delle forze positive di qualunque schieramento esse siano. Ci vuole una bella dose di energia, visione e progettualità.
Dobbiamo potere scegliere al di là di una posizione conflittuale, dobbiamo recuperare il piacere della competizione, il desiderio di confrontarsi partendo da idee diverse per decidere quale strada intraprendere, e dopo averlo fatto intraprendere insieme quella strada con determinazione e fiducia nell’altro. Occorre che i migliori si mettano al servizio della Città.
Il primo passaggio per una competizione sana, che sappia superare la logica del conflitto è schierarsi. Esprimere una opinione pubblica. Argomentare un’idea ed una scelta pronti se necessario a metterla di discussione, e sopratutto pronti ad uscire dalla drammatica opposizione del “chi non è con me è contro di me”.
Voterò. Perché occorre voltare pagina. Se potessi suggerirei di creare una giunta di unità cittadina, a volte ci vuole più forza per incassare che per reagire.
Io d’altro canto sono disponibile ad offrire il mio contributo da cittadino. Dobbiamo ricoprire lo spirito di militanza per la Città per lasciare a chi verrà dopo di noi una città migliore. Uno spirito di fede e sacrificio che ho visto presente nei tanti giovani che ho conosciuto in questi mesi. Mi convinco sempre più che i ragazzi che in questi anni stanno facendo militanza politica nei vari movimenti e partiti,potrebbero essere le persone giuste, ne conosco alcuni e sono certo essere tutti animati da quello spirito civico di cui ora c’è bisogno. Non hanno padroni, e questo aiuta nei tempi difficili. Se sono antipolitica, come si sente dire in giro, forse è proprio una fortuna alla luce dello spettacolo indecoroso offerto dalla politica di quest’ultimo ventennio.
Ovviamente mi riservo di cambiare idea più volte al giorno, se necessario, fino alla data del ballottaggio, così come rivendico il diritto di pentirmi se dovessi sbagliare. Sono certo comunque che sosterrò l’operato del Sindaco che dovesse essere eletto e che dimostrasse di adoperarsi veramente per Pozzallo; Ho un interesse personale invece, lo chiarisco per onestà intellettuale, e per evitare di essere smascherato dai soliti critici del blog, attenti e puntuali; peggio, ho un conflitto di interessi; ho un figlio, e so che qualunque cosa di buono riusciremo a fare per questa città lui ne avrà indiscutibilmente un beneficio.
Gianluca Manenti cittadino di Pozzallo”
L’amarezza di Pediliggieri
«Ringrazio di cuore quanti mi hanno votato – esordisce il candidato sindaco Emanuele Pediliggieri, commentando i risultati delle elezioni amministrative dello scorso 6 e 7 maggio, che lo hanno visto uscire di scena al primo turno – e tutti coloro che hanno creduto nel mio progetto, chi si è impegnato in prima persona o semplicemente mi ha incoraggiato ad andare avanti. Anche quando i numeri dello spoglio già parlavano chiaro, ho ricevuto numerosi attestati di stima e di solidarietà da parte di conoscenti e semplici cittadini, che mi hanno telefonato o fermato per strada, esprimendo il loro rammarico per il mancato traguardo. Un patrimonio personale di consensi e di fiducia da cui poter ripartire».
«Non nascondo una certa amarezza per l’esito della tornata elettorale – continua Pediliggieri – Non tanto per la sconfitta, che in democrazia ci può stare, ma piuttosto per il modo in cui è maturata. È di tutta evidenza che qualcosa non ha funzionato nel verso giusto all’interno della coalizione, se le liste hanno ottenuto 2313 voti e il candidato sindaco da esse sostenuto soltanto 1103. Ma lascio ad altri l’indagine sulle cause di questo dato “anomalo”, per limitarmi ad alcune osservazioni in vista del ballottaggio. Invito gli elettori pozzallesi, innanzi tutto a recarsi alle urne, anche nei casi in cui la sconfitta dei candidati sostenuti al primo turno potrebbe indurre a non votare. In secondo luogo, non voglio fare dichiarazioni di voto a favore di un candidato o di un altro. Tutti coloro che hanno votato me e i candidati consiglieri nelle liste della coalizione che mi ha sostenuto votino secondo coscienza. C’è da augurarsi che vinca chi ha veramente la voglia e le capacità di spendersi per la crescita economica, sociale e culturale di questa città».
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