Attualità
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05/06/2011 22:08

Gli avanzamenti di carriera alla Crias, Saro Alescio nel ciclone

L'ente presieduto dal manager comisano sotto i riflettori

di Redazione

Saro Alescio
Saro Alescio

Catania – Avanzamento di carriere inspiegabili, inefficienze gestionali e blocco degli adeguamenti economici e contrattuali. 

Il sindacato Falcri (Federazione Autonoma Lavoratori del Credito e del Risparmio italiani) descrive la situazione della Crias, la cassa regionale per il credito alle aziende artigiane, presieduta dal comisano Saro Alescio. 

“Su un totale di 87 dipendenti, 35 ottengono avanzamenti di carriera inspiegabili (si passa tout court da “impiegato” a “dirigente/funzionario”) con aumenti mensili lordi che arrivano a sfiorare i 2000 euro. Sicchè la Crias, con i neo-promossi, oggi si viene a trovare con un esercito di funzionari (13 unità da 6000 euro lordi al mese) quadri-super (21 unità da 5537 euro/mese) capiufficio (19 unità 4967 euro/mese). Il costo del personale sale alle stelle: oltre 400.000 euro al mese che fanno circa 5 milioni di euro all’anno. Un esercito di ‘generali’ che non ha eguali in nessun istituto di credito di nostra conoscenza e che fa emergere situazioni a dir poco imbarazzanti, come quella dell’ufficio di Agrigento: su 3 dipendenti c’è un dirigente, un quadro super e un commesso. E la base dov’è finita? In effetti questa Crias è una piramide al contrario, dove, quello che dovrebbe essere il vertice non è altro che una piattaforma affollatissima di funzionari con limitate funzioni, ma, in compenso, privi o carenti di figure professionali utili come quelle di impiegato di seconda o di commesso….”

Eppure dall’assessorato regionale è arrivato l’invito alla revoca delle promozioni. Risposta? “In più -continua Libranti- a nostra memoria per la prima volta, la Crias non da seguito alla disposizione proveniente dall’assessorato relativa alla revoca di tali promozioni, dichiarate ‘illegittime’, ma, di contro, sembra aver raccolto qualche cauto consiglio, congelando ai contestatissimi neo-promossi i consequenziali adeguamenti economici.”

E non è finita, infatti, cosa accade? “La situazione è davvero contorta poiché, pur non percependo gli adeguamenti economici, i destinatari di tali promozioni hanno cominciato ad ‘esercitare il ruolo’, nella qualità, e/o di fatto, ricoprendo mansioni ‘superiori’. Anche i meno smaliziati sanno che, dopo 3 mesi di adibizione a mansioni superiori, a norma regolamentare, si consegue la qualifica e retribuzione, e che, in caso contrario, per il riconoscimento di tale neo-diritto acquisito si può sempre ricorrere al giudice del lavoro”
In conclusione della nota la Falcri chiede: l’azzeramento del consiglio d’amministrazione e della direzione generale pro-tempore, la conseguente nomina di un commissario regionale ad acta e l’indizione del concorso pubblico per ‘direttore generale’ della Crias; la necessità di definire la corretta area contrattuale, atteso che l’ente non è una banca, ma semmai un istituto di credito speciale (non aderisce ad abi-assicredito); il disconoscimento delle organizzazioni sindacali del credito a qualsiasi livello rappresentate.