di Redazione
(*gioc*) Gli occhi di Piero Torchi durante la conferenza stampa voluta per “chiarezza” sulla sua vicenda giudiziaria, i bambini della casa Don Puglisi che irrompono in aula consiliare ad abbracciare il “loro amico Antonello” subito dopo l’investitura ufficiale a Sindaco, ma anche i comizi in piazza Matteotti e le operazioni di Polizia e Gdf. Cartoline da Modica 2008. Anno difficile per la città della Contea. Un anno con due sindaci ed un commissario al vertice amministrativo e tre tornate elettorali. Il “terremoto”, sebbene fosse nell’aria, arriva il 3 marzo con le dimissioni del Sindaco, Piero Torchi. “Mi candido per le Regionali, Modica ha troppo sofferto per l’assenza di un rappresentante valido a Palermo” le giustificazioni alla scelta. Si entra nel vivo della campagna elettorale, mentre a palazzo San Domenico arriva il commissario straordinario Giovanni Bologna, che attesterà, al termine del suo mandato, un disavanzo di amministrazione di circa 14milioni di euro. Le elezioni politiche e regionali si intersecano. Il futuro sottosegretario di Stato, Gianfranco Miccichè, infiamma gli animi dalla convention elettorale del Pdl, accusando Torchi e l’Udc. Il partito della Vela a Modica punta tutto sull’ex Sindaco ma, qualche frangia, sostiene il “competitor” Ragusa. Riccardo Minardo, dal canto suo, sfrutta il vento imperioso dell’Mpa e lascia Montecitorio alla volta di sala d’Ercole. Dall’election day del 13 e 14 aprile, Modica diventa capitale politica della provincia, con due deputati nazionali, Peppe Drago e Nino Minardo (alla sua “prima volta” a Roma) ed un deputato regionale, Riccardo Minardo. All’indomani delle Regionali però scoppia lo scandalo giudiziario. E’ il 24 aprile quando la stampa da notizia di una indagine per “riciclaggio” che coinvolge 13 persone tra imprenditori, dirigenti comunali e politici, tra cui i maggiorenti dell’Udc modicano e l’ex Sindaco Piero Torchi. Quest’ultimo, il 28 aprile, con a fianco i propri difensori, in conferenza stampa chiarirà la sua posizione, parlerà di “colonna infamante” e arriverà anche a fornire l’elenco dei beni privati. Alla conclusione delle indagini, in autunno, emergerà anche il nome del deputato nazionale Peppe Drago.
Intanto, per la politica, si pensa alle amministrative. Il Pdl, dopo il successo di Nino Minardo, anticipa tutti, rivendica l’indicazione di un proprio uomo a Sindaco e candida l’ex assessore Giovanni Scucces. Mpa ed Udc in un primo momento non accettano l’imposizione e arrivano sinanche a fare l’occhiolino al Pd. Dopo incontri e riunioni, fallisce l’ipotesi e l’Udc segue il Pdl sulla candidatura Scucces, mentre il Pd riunisce tutto il centrosinistra attorno alla figura di Antonello Buscema, già candidato nove mesi prima. L’Mpa corre sola e schiera l’ex presidente del consiglio comunale Enzo Scarso. La campagna elettorale è a dir poco infuocata. Il palco dei comizi di piazza Matteotti diventa sede per lo scambio reciproco di accuse, soprattutto tra autonomisti ed ex alleati di centrodestra. Dalle urne del primo turno, il 15 e 16 giugno, arriva il pareggio con Buscema, avanti di poco, e Scucces, con Scarso e l’Mpa a fungere da ago della bilancia. Si va al ballottaggio, con un rush finale ancora più infuocato, con gli autonomisti che sostengono Buscema che trionfa col 65% delle preferenze. Nemmeno il tempo di indossare la fascia tricolore e la Guardia di Finanza mette a segno l’operazione Trash, con le manette per l’ex dirigente del settore ecologia Anita Portelli e per l’amministratore della ditta affidataria dell’appalto della raccolta dei rifiuti, Giuseppe Busso. Da lì in poi è cronaca amministrativa, fatta di vertenze e comizi sui “Conti di Modica”, di accuse al passato e strategie per il futuro. Poche le liti in consiglio comunale, se non al momento dell’elezione del VicePresidente, con uno scambio d’accuse tra le due sponde. Un clima destinato però a surriscaldarsi sempre più sin dai primi giorni del 2009.
Giorgio Caruso
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