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09/09/2026 09:57

Guccini, il giallo dei due testamenti: «Alla moglie la casa di via Paolo Fabbri». La delusione della figlia Teresa

Guccini, un testamento nel 2015, uno nel 2022.

di Redazione

Bologna – “Lego a mia figlia Teresa la mia chitarra Trameleuc, l’orologio Leonardo Da Vinci e l’anello d’oro con le iniziali F e G di mio padre. Raccomando di spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti, per non romperlo”. Si conclude così l’ultimo testamento di Francesco Guccini, redatto il 19 gennaio 2022 e aperto e registrato ieri davanti al notaio Luigi Stame, in Galleria Cavour, a Bologna. Revoca ogni precedente testamento, quindi anche  quello firmato nel 2015.

“Istituisco – si legge – erede universale di tutti i miei beni mia moglie Raffaella Zuccari”, cui vanno le case di via Paolo Fabbri e Pavana. A Teresa vanno “in sostituzione della legittima tutte le quote di partecipazione della Limentra Srl nonché il 50% dei miei diritti patrimoniali d’autore di cantautore e scrittore”. L’altra metà dei diritti va alla moglie Raffaella.

Alla quale spetterà anche la gestione di tutto. Ovvero “esclusivamente, ogni aspetto relativo alla gestione, allo sfruttamento e all’amministrazione dei diritti derivanti dalla mia attività artistica di cantautore, scrittore etc”. Fermo restando, precisa Francesco Guccini, “che il 50% di tutti i proventi dovrà essere destinato alla legataria Teresa Guccini, la quale potrà anche attivarsi al fine di ricevere direttamente dai vari enti e soggetti la propria quota di spettanza pari al 50%”. All’apertura del testamento, ieri, c’erano Teresa, Raffaella e altre due persone.

Due testamenti, le case simbolo di una vita, i diritti d’autore e alcuni oggetti dal valore soprattutto affettivo. A poco più di un mese dalla morte di Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026 a 86 anni, emergono le ultime volontà del cantautore. I documenti rinvenuti sono due, uno del 2015 e uno più recente, datato 19 gennaio 2022. Ed è quest’ultimo a stabilire la destinazione dell’eredità, dal momento che revoca espressamente ogni disposizione precedente. Al centro ci sono le due donne della vita del Maestrone: la seconda moglie Raffaella Zuccari e la figlia Teresa Guccini, nata dalla lunga relazione con Angela Signorini.

A chi va l’eredità di Francesco Guccini

Il testamento di Francesco Guccini del 2022 è stato registrato l’8 settembre davanti al notaio Luigi Stame, alla presenza della moglie e della figlia. Nel documento l’artista indica Raffaella Zuccari come erede universale, facendo così rientrare nell’eredità destinata alla moglie anche due immobili strettamente legati alla sua storia personale e artistica: la casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna e quella di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano.

Due indirizzi che raccontano altrettanti capitoli della vita del musicista. Via Paolo Fabbri 43, nel quartiere Cirenaica, è diventata parte dell’immaginario collettivo grazie all’omonimo album del 1976. Poco distante si trova la storica trattoria da Vito, frequentata per anni da Guccini e da altri protagonisti della cultura bolognese, tra cui Lucio Dalla.

Pavana rappresentava invece il legame con le origini e il luogo nel quale Guccini aveva scelto di trascorrere una parte importante della sua vita. Nel testamento non compare un lascito specifico a Teresa per nessuna delle due abitazioni ma a lei comunque va una parte importante dell’eredità di Guccini.

Alla figlia Guccini ha lasciato tutte le proprie quote nella società Limentra srl e il 50% dei diritti patrimoniali d’autore derivanti dalla sua attività di cantautore e scrittore.

L’altra metà dei diritti spetta alla moglie Raffaella. Il testamento stabilisce però che sia l’erede universale a occuparsi della gestione, dello sfruttamento e dell’amministrazione dell’opera artistica di Guccini, fermo restando il diritto di Teresa a ricevere il 50% dei relativi proventi.

Una disposizione particolarmente significativa considerando l’immenso patrimonio lasciato dall’artista: oltre mezzo secolo di canzoni, album e libri che hanno segnato diverse generazioni.

La divisione dell’eredità chiarisce dunque anche il futuro economico e gestionale delle opere di Guccini: i proventi vengono divisi in parti uguali tra moglie e figlia, mentre alla prima resta la responsabilità della loro amministrazione.

Ma non è finita qui: sotto il testo dattiloscritto compare anche un’aggiunta scritta a mano, nella quale Francesco indica alcuni oggetti da lasciare a Teresa.

Alla figlia vanno la chitarra Trameleluc, l’orologio Leonardo da Vinci e un anello d’oro appartenuto al padre di Guccini, con incise le iniziali F e G. Oggetti lontani dal valore delle proprietà immobiliari o dei diritti d’autore, ma carichi di memoria familiare.

Proprio all’orologio è legata una delle disposizioni più curiose e affettuose delle ultime volontà del cantautore. Guccini raccomanda infatti alla figlia di “spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti per non romperlo”.