Attualità
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12/01/2008 18:52

Gurrieri all’Università, tensione alta

di Redazione

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Ancora non è stata digerita da una parte della Margherita la nomina a sorpresa dell’ex deputato regionale Sebastiano Gurrieri al CdA del Consorzio Universitario. Rimane alta la tensione tra i vertici per una scelta sopraggiunta all’ultimo momento senza dibattito alcuno.

E’ certo, infatti, che sia i diessini che i margheritini, Zago, Borrometi, Ammatuna, non condividevano questa occupazione del Consorzio anche perchè molti dirigenti ed iscritti del Pd militanti nella Cgil si erano espressi in termini assai critici verso questa occupazione dei parlamentari, ma poi il coordinatore provinciale del partito Digiacomo ha dato per telefono al sindaco di Ragusa Dipasquale il nome di Gurrieri.

Cos’è accaduto?

Questa la ricostruzione dei fatti che si sono svolti via telefono. Pare che Dipasquale il quale non era d’accordo con questo assetto del CdA abbia detto a Digiacomo che non era in grado di sostenere altra tesi o il rinvio della seduta perchè costretto ad accettare per spirito di obbedienza quanto stabilito da Leontini e Mauro.

Digiacomo quindi chiama il suo vice Tuccio Di Stallo per comunicargli che o si sceglieva un nome forte, chiaramente non un deputato in quanto il Pd aveva già diffuso una nota che escludeva l’inserimento di suoi parlamentari, o si rimaneva fuori dai giochi, ipotesi che preoccupava Digiacomo vista la partecipazione persino della sinistra “radicale” attraverso il senatore Battaglia.

A questo punto a Digiacomo viene in mente di proporre come componente del nuovo CdA il professore Uccio Barone.

Ma Tuccio Di Stallo lo stoppa sostenendo una sorta di incompatibilità del professore universitario già membro del senato accademico con il ruolo di amministratore che si profila.

Forse più che incompatibilità fra i ruoli, ciò che muove Di Stallo a rigettare la proposta è la conclamata incompatibilità fra lui e Barone emersa con chiarezza in occasione della campagna elettorale per le provinciali che vide i due in coppia per sconfiggere Antoci.

Cosa fa allora Di Stallo?

Tira fuori dal cilindro Iano Gurrieri motivando la scelta come opportunità di riappacificazione interna alla Margherita.

A Pippo Digiacomo la proposta sembra geniale e non avendo più il tempo per convocare dirigenti ed assemblee di base richiama Nello Dipasquale e dà il nome. Scoppia un macello.

La trovata di Tuccio Di Stallo tesa a placare le tensioni interne alla Margherita divisa in molteplici correnti è invece una miccia. Borrometi non la approva; i diessini risultano non soddisfatti ma algidi; Ammatuna che è uomo buono si fa convincere da Di Stallo che la scelta non è male, però entusiasta non è; Solarino e company vanno in escandescenze.

Il più arrabbiato in queste ore è proprio l’ex sindaco di Ragusa che dopo qualche mese di idillio con Iano Gurrieri gli è divenuto nemico acerrimo. Ed allora ci ritroviamo Solarino che sostiene da un lato la mancanza di democrazia dentro il partito e dall’altro la necessità di porre rimedio ai disequilibri interni.

Come? Nominandolo segretario cittadino del Pd. Ma ciò non è possibile perchè i diessini non lo vogliono e glielo hanno detto in faccia, ed il complicato meccanismo di votazione, il quale stabilisce che solo coloro che hanno votato alle primarie potranno eleggere il direttivo che a sua volta eleggerà il segretario, non favorisce Solarino.

Ed allora? Solarino ed i suoi sono pronti persino ad andarsene dal Pd.

E Digiacomo?

Nonostante il pasticcio non appare allarmato dalle minacce di abbandono.