Attualità
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11/08/2007 08:44

Gurrieri boccia l’idea di Grande Centro

di Redazione

Il futuro è nel grande centro, di cui si è fatto portavoce l’onorevole Giuseppe Drago, trovando accoglienza in una buona fetta della Margherita? Il dibattito è aperto e le posizioni sembrano muoversi su binari paralleli, se non proprio divergenti.
L’ex deputato regionale della Margherita, Sebastiano Gurrieri, oggi membro dell’assemblea nazionale federale della Margherita, ritiene che non ci siano i presupposti per avviare questo tipo di dibattito. Manca, per Gurrieri, un tassello fondamentale: che Udc ed Mpa abiurino il centrodestra.
Articolata la riflessione dell’ex deputato regionale. Innanzitutto, ricorda, «la linea del partito si modifica solo quando gli organismi sono chiamati a modificarla e, quindi, rispettare i deliberati non significa fare gli esecutori di qualcuno, ma rispettare la volontà collettiva, che si esprime nel congresso». Quindi, ritiene che «affinché le situazioni nuove invocare non siano solo tranelli politici, sarebbe necessario che queste condizioni politiche nuove fossero fatti reali. E cioè che Mpa e Udc avessero effettivamente maturato l’intenzione di consumare una rottura con la coalizione di centrodestra e, quindi, di piena autonoma. Ma quando si è totalmente organici, sia nel governo regionale che in quello provinciale e comunale, è chiaro che queste avance politiche appaiono come quelle di chi si vuol fidanzare con chi è già coniugato con figli e non ha nessuna voglia di rompere il matrimonio».
Il terzo aspetto sottolineato da Gurrieri riguarda la pratica attuazione di “alleanze spurie”. «E’ difficile – annota – immaginarle a Ragusa, dove c’è necessità di accentuare le iniziative di opposizione nei confronti di un centrodestra che non smette di condurre al suo interno continue rese dei conti sulla spartizione del potere». Per l’esponente della Margherita, la realtà è evidente: «Il centrodestra tende sempre più ad essere composto non da partiti politici, ma personali, che sequestrano e privatizzano la politica».
Di fronte a questa situazione, Gurrieri ritiene necessario «costituire un forte Partito democratico» e «l’esigenza primaria non può essere quella di inseguire i capitani di ventura del centrodestra, ma far nascere una nuova forza politica rappresentativa delle esigenze di una nuova politica».