di Redazione
Il papa non sarà presente all´inaugurazione dell´anno accademico della Sapienza, ma la scaletta della cerimonia non subirà nessun´altra variazione.
Il discorso che avrebbe dovuto tenere Benedetto XVI verrà stampato, distribuito e letto pubblicamente.
Tutto il resto si svolgerà come da tabella di marcia.
Aprirà, domani alle 9,30, il rettore Renato Guarini; alle 9,50 è previsto il saluto del rappresentante degli studenti, Gianluca Senatore; alle 9,55 quello del rappresentante del personale, Dina Bei Schmid; alle 10 la lectio magistralis dello storico Mario Caravale sulla pena di morte; alle 10,20 l´intervento del sindaco Walter Veltroni seguito, dieci minuti più tardi, dal ministro dell´Università Fabio Mussi.
Alle 10,40 il programma contemplava l´arrivo del pontefice, il suo discorso, la visita alla cappella dell´università. Qui però la scaletta salta e si arriva direttamente alla chiusura della cerimonia: fortemente anticipata, monca.
«La nostra mobilitazione non è solo contro il Papa ma contro la triade che si era creata per il giorno dell´inaugurazione: Veltroni- Mussi-Ratzinger», s´accalora Stefano Zardenga delle Rete per l´Autoformazione.
«Noi ce l´abbiamo con il modo in cui Benedetto XVI è stato invitato, che ci è sembrato completamente fuori luogo. Inoltre, siamo contro il suo fondamentalismo e per un sapere libero. Per questo avevamo già deciso, al suo arrivo, di coprire la Minerva con un telo: un gesto simbolico a significare che in quel momento veniva oscurata la libertà di pensiero».
La Rete dell´Autoformazione non è l´unica a gioire per la rinuncia del Papa. A dirsi soddisfatti sono anche i 67 firmatari della lettera anti-Ratzinger. Posizione che fa emergere con maggiore chiarezza la feroce spaccatura in seno al corpo docente. «Pur essendo un laico convinto, non credo a questi estremismi», spiega Roberto Antonelli, preside di Scienze Umanistiche che non ha firmato l´appello contro il pontefice: «Ci sono grandi valori non confessionali da difendere, è vero, ma tutto ha una misura. Il Papa è anche il vescovo di Roma, e già solo questo avrebbe costituito titolo a parlare».
Laici versus laici, dunque?
Fatto sta che pure il fronte degli studenti si è diviso: fra collettivi duri e puri, che avevano preparato una contro-inaugurazione a base di assedi sonori e “frocessione”, e papaboys organizzati per attutire l´impatto di Benedetto XVI con i contestatori. Che sarebbe stato comunque scongiurato dall´ apparato di sicurezza messo a punto ieri mattina dal Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza presieduta dal prefetto Mosca.
Tre i punti critici individuati: l´ingresso alla Sapienza, che sarebbe stato presidiato da un lungo filare di transenne per proteggere l´arrivo della delegazione vaticana e tenere lontani manifestanti e curiosi, mentre piazzale Aldo Moro sarebbe stato chiuso al traffico e l´accesso all´ateneo consentito solo a studenti iscritti, personale docente e non docente.
Altro punto critico: lo scalone del Rettorato da difendere con cecchini appostati sui tetti e uomini, in divisa e in borghese, sparpagliati un po´ ovunque.
Ultimo pericolo: il tragitto dall´Aula Magna alla cappella universitaria, da effettuare attraverso gli angusti sottopassaggi e vialetti della cittadella universitaria passando proprio accanto alla Facoltà di Fisica, epicentro della protesta. Rischi comunque calcolati, da neutralizzare con facilità.
Tant´è che, giurano al Viminale, «non è per motivi di sicurezza» che il Papa ha alla fine rinunciato alla visita.
Sparita dal programma inaugurale, insieme all´imponente apparato di sicurezza.
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