È stato licenziato.
di Redazione
Lecce – Avrebbe riferito a un paziente che dall’esame istologico era emerso un tumore, un melanoma cutaneo, e per questo gli avrebbe chiesto (ottenendoli) 100 euro per eseguire altri accertamenti. Ma non solo, perché l’infermiere avrebbe rubato medicinali e materiale dall’ospedale in cui lavorava, il Vito Fazzi di Lecce, per eseguire visite a domicilio pur non avendone l’autorizzazione. Per questo, l’uomo – ora licenziato dalla struttura – è stato raggiunto nei giorni scorsi da un avviso di conclusione delle indagini per truffa e peculato. La truffa è quella relativa alla falsa diagnosi di tumore, il peculato si riferisce invece al grande quantitativo di prodotti rubati dalla struttura sanitaria.
Le indagini, iniziate nell’estate 2025, partirono subito dopo la denuncia del paziente, sottoposto a un intervento per rimuovere una neoformazione nel reparto di Chirurgia estetica del Fazzi. Al termine dell’intervento, l’infermiere ora indagato si sarebbe offerto di eseguire delle medicazioni a domicilio e, dopo la prima visita, avrebbe comunicato al paziente il falso esito dell’esame istologico. Dunque, avrebbe chiesto al paziente di consegnarli 75 euro per sottoporsi agli esami ulteriori, ricevendone 100. L’infermiere, a quel punto, avrebbe rassicurato il paziente dicendogli che gli avrebbe dato il resto nel successivo appuntamento per le medicazioni. Poi, però, non si sarebbe più fatto vedere.
Qualche giorno dopo, il paziente si sarebbe quindi recato in ospedale e in quell’occasione sarebbe stato informato che l’esame istologico non aveva evidenziato alcuna complicazione, men che meno un melanoma. A quel punto, l’uomo ha denunciato l’infermiere dando il via all’indagine, che ha dimostrato come il dipendente dell’ospedale, poi licenziato, avrebbe sottratto dai locali del Fazzi medicinali e materiale utile alle medicazioni.
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