Calo dei ricavi del 10 per cento.
di Redazione
Roma – H&M chiuderà160 negozi nel 2026. La riorganizzazione, dettata da un calo dei ricavi del 10 per cento nel primo trimestre (nonostante un buon finale di 2025), tocca direttamente anche l’Italia con la dismissione dello store di Roma Tuscolana. Nonostante una crescita degli utili superiore alle attese, il gruppo svedese sta riducendo la presenza fisica nei mercati maturi per concentrarsi “sulla vendita digitale e sull’efficienza dei costi operativi”.
Le chiusure e gli investimenti in Italia
In Italia il confronto tra il colosso nordico e i sindacati si è concentrato sulla chiusura di Roma Tuscolana, prevista per il 10 maggio. L’operazione coinvolgerà 17 dipendenti a tempo indeterminato. H&M ha, però, confermato l’intenzione di investire nel rifacimento dei punti vendita di Bari e Conegliano (Treviso).
Se per il negozio veneto i tempi di ristrutturazione saranno brevi, il cantiere pugliese richiederà interventi più strutturali. Resta alta l’attenzione delle sigle Filcams, Fisascat e Uiltucs sulla tenuta occupazionale.
Premi di risultato e precarietà
Le trattative tra le parti riguardano anche il premio di risultato, la cui copertura economica è assicurata fino a marzo 2026. I sindacati chiedono un nuovo accordo di lunga durata per sfruttare le agevolazioni fiscali vigenti. Durante l’incontro a Confcommercio è emerso che nel 2025 il ricorso al lavoro a chiamata ha riguardato il 16 per cento della forza lavoro totale. Le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto di superare questa forma contrattuale per favorire stabilizzazioni e una maggiore qualità dell’occupazione.
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