Si chiede la dichiarazione dello stato di crisi per l’agricoltura
di Redazione
Palermo – Prosegue a tappe forzate la marcia d’avvicinamento del governo siciliano a Bruxelles per ottenere la dichiarazione dello stato di crisi per l’agricoltura. “Un passo importante e’ stato compiuto oggi – spiega Titti Bufardeci, assessore regionale alle risorse agricole – con l’incontro tra il dirigente generale del nostro dipartimento e gli uffici tecnici del Ministero. La riunione e’ stata molto positiva.
E’ stata avviata l’analisi generale del contesto economico della nostra agricoltura ed e’ stato deciso di proseguire a ritmi serrati nella predisposizione di tutta la documentazione necessaria al governo nazionale per sostenere la nostra richiesta in sede comunitaria”. Si tratta, ora, di predisporre un vero e proprio dossier sulle gravissime condizioni dell’agricoltura siciliana. Il documento sara’ trasmesso al Ministero per essere inoltrato in sede europea. “Gli uffici regionali consegneranno in tempi rapidissimi la documentazione necessaria alla dichiarazione dello stato di crisi”, assicura Bufardeci. In particolare, la richiesta di stato di crisi dovra’ contenere anche indicazioni di carattere statistico relativamente alla contrazione dei redditi nel settore, rispetto all’ultimo triennio. Nei giorni scorsi Bufardeci ha incontrato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro per le politiche agricole Luca Zaia – quest’ultimo insieme al pr esidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, ricevendo ampie rassicurazioni sull’appoggio del governo nazionale alla posizione dell’amministrazione siciliana.
Ragusa
C’è rabbia, ma ancora tanta voglia di non arrendersi tra i produttori dei comitati in rete. La situazione è difficile. Ma gli agricoltori sanno di non essere soli. Sostegno e solidarietà sono stati dati loro dai sindaci, dalla Chiesa, dalle organizzazioni di categoria.
Il sostegno dei sindaci. Ieri, i produttori hanno ascoltato sindaci e parlamentari e ricevuto, nel pomeriggio, la visita dei consiglieri (di Comune di Ragusa e Provincia) impegnati nella seduta congiunta per l’approvazione della nuova convenzione con l’università. Tra gli interventi, hanno suscitato applausi quello di Francesco Aiello («Il crollo dei prezzi ci impone di essere determinati»), del deputato regionale Orazio Ragusa («Sostituire la Fiat con un’altra industria è facile, impossibile è invece trovare alternative per 240 mila piccole imprese agricole»), quello del sindaco di Scicli Giovanni Venticinque («La città è ferma, ma mi sento come un padre di famiglia che vede il figlio morire senza poter far nulla»), dell’assessore provinciale Enzo Cavallo («Il riconoscimento dello stato di crisi deve essere solo il punto di partenza»).
I sindaci (erano presenti Scicli, Santa Croce Camerina, Pozzallo, Ispica e Comiso) indossano le fasce tricolori. Nella sala riunioni del consiglio provinciale, ci sono gli striscioni dei comitati in rete e dei produttori di Santa Maria del Focallo. Delle organizzazioni agricole, c’è solo la Cia (rappresentata da Giuseppe Drago) ed è presente anche il comitato delle aziende in crisi (con Angelo Giacchi).
Attestati di solidarietà. Solidarietà è giunta anche dal deputato regionale Riccardo Minardo, che oggi sarà a Bruxelles nella delegazione che incontrerà il presidente della commissione Agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro («Crisi di mercato e crisi sociale rappresentano una vera e propria calamità»), dal sindaco di Ragusa Nello Dipasquale («La difficile situazione impone l’adozione di misure straordinarie»), dal sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia («Alla vostra iniziativa va tutto il mio sostegno»), dal consigliere comunale di Vittoria, Fabio Prelati, a nome di Italia dei valori («Seguiremo con attenzione l’evolversi della vicenda»), dal presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza («Non vale la nostra agricoltura almeno quanto la Fiat di Termini Imerese?»).
“L’Assemblea indetta dai Comitati in Rete nella sala consiliare della Provincia Regionale di Ragusa prende atto della consapevolezza diffusa a livello delle istituzioni provinciali e dei sindaci, della gravissima crisi che investe l’intera provincia per effetto del crollo implosivo dei prezzi agricoli e dell’economia in generale, con danni enormi per la vita di decine migliaia di famiglie ragusane e siciliane -scrivono i Comitati in rete-.
Sollecita la partecipazione dei cittadini e dei produttori all’assemblea di Ragusa e delle altre provincia impegnate nella mobilitazione (Siracusa, Agrigento e Caltanissetta);
Apprezza il clima unitario emerso durante il dibattito, che sottolinea la reale gravità di una situazione che non è più sostenibile e che va affrontata con misure oneste ed efficaci, a favore delle aziende in crisi, ma anche con strategie drasticamente diverse a favore delle produzioni italiane e mediterranee, che vanno tutelate sul piano della competizione globale con fermezza e determinazione, in un quadro rinnovato di regole, che riportino trasparenza e legalità all’interno delle filiera agroalimentare siciliana, italiana ed europea;
Esprime disapprovazione per la mancanza di un sistema di controlli in grado di assicurare la sicurezza alimentare dei prodotti importati e di sgominare l’illegale praticata del Dumping e dalle frodi nel sistema commerciale;
Valuta con attenzione l’opportunità di una tempestiva decisione della UE favorevole alla proclamazione dello stato di crisi in agricoltura, con interventi risolutivi e sostenuti da adeguati dotazioni finanziarie e con la ridefinizioni del sistema bancario delle garanzie sussidiarie in agricoltura, e dei limiti di intervento imposti dalla Ue”.
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