Economia
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15/04/2009 16:24

I dati di Infocamere, la radiografia dell’economia iblea

di Redazione

Un’economia ancora basata essenzialmente sull’agricoltura. In cui, però, continuano a trovare riscontro altre forme produttive. Tiene l’industria, pur con tutti i problemi legati alla crisi globale. E avanza, anche se a piccolissimi passi, il turismo. E’ la radiografia sintetica dei numeri, elaborati per il 2008, da Infocamere. Numeri che mettono in evidenza come si stia modificando, in meglio, la tipologia dell’architettura economica iblea, con le società di capitale che fanno registrare un leggero progresso. Quelle registrate dalla Camera di commercio, nel 2008, sono state 4.271 con 2.605 società attive, 348 le nuove iscrizioni e 70 le cessazioni. Certo, la preponderanza continuano ad avercela le società di persone (ne sono state registrate, alla fine dello scorso anno, 5.061), con 3.845 attive, 229 iscrizioni e 325 cessazioni di attività. Ma la forbice sembra destinata ad accorciarsi ulteriormente. “Pur con tutti i problemi che la nostra economia, al pari di altre nel Meridione d’Italia e, direi, in tutto il continente – afferma il presidente della Camcom, Pippo Tumino – sta facendo registrare, questi piccoli passi in avanti, rispetto alla natura delle imprese e alla nascita di società di capitale, ci invogliano a guardare al futuro con un certo ottimismo. Perché, per lo meno, gli operatori economici iblei, hanno compreso qual è la strada che bisogna percorrere”. Una strada che, a scanso di equivoci, resta sempre irta di difficoltà. Per il comparto agricolo, ad esempio, dove a fronte delle 10.263 imprese registrate, ne ha 10.144 che risultano in attività, con 314 nuove iscrizioni e 619 cessazioni. Nella sezione industrie alimentari, tessili, del legno, della fabbricazione di prodotti chimici e similari le imprese registrate risultano essere 2.846 con 2.613 attive, 108 iscrizioni e 193 cessazioni. Nella sezione costruzioni, almeno per il numero delle imprese, tutto risulta essere in fase di stagnazione: 3.896 quelle registrate alla Camcom, 3.637 le attive, 244 le iscrizioni e altrettante le cessazioni. Nell’ambito alberghi e ristoranti, 1.027 le imprese registrate, 945 quelle attive, 41 le iscrizioni, 74 le cessazioni. Nel campo delle attività immobiliari, dell’informatica e attività connesse, si registrano 1.667 imprese, 1.551 quelle attive, 97 le iscrizioni, 96 le cessazioni d’attività. Complessivamente, dunque, risultano essere, comprendendo anche settori non menzionati, 33.974 imprese registrate, 29.890 attive, 2.193 le nuove iscrizioni, 2.221 le cessazioni. Un saldo negativo, anche se per appena 28 unità, che testimonia comunque una certa vivacità dell’economia iblea che, a fronte di un disastro planetario come quello causato dalla crisi attuale, avrebbe potuto avere effetti nefasti. “Ed invece – aggiunge il presidente Tumino – siamo riusciti in qualche modo a contenerli. Ma questo non ci deve fare dormire sonni tranquilli. La situazione è delicata. Per certi versi grave. E’ necessario reagire in modo appropriato”.
Foto Luigi Nifosì