Attualità
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09/01/2011 18:02

I fondi per l’agricoltura? Alle mogli di Cuffaro e Lombardo

Viva la generosità

di Repubblica

Lombardo e la moglie
Lombardo e la moglie

Palermo – La Regione finanzia le aziende agricole. Anche quelle delle mogli del presidente Raffaele Lombardo e dell’ex governatore Salvatore Cuffaro, che avranno rispettivamente un contributo di 523 mila e di 743 mila euro. La graduatoria del mega bando da 120 milioni di euro varato dall’assessorato all’Agricoltura è già stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale: una pioggia di soldi per ammodernare circa mille aziende agricole che, in base a parametri specifici, sono state considerate “finanziabili”. 



Il decreto, firmato dalla dirigente Rosaria Barresi, è datato 24 dicembre e ieri scadevano i termini per presentare ricorso. Adesso per accreditare i finanziamenti manca solo l’ultimo via libera dell’assessorato guidato da Elio D’Antrassi. Su mille domande considerate finanziabili, al sessantaduesimo posto si è piazzata quella di Saveria Grosso, moglie del presidente Lombardo, che per ammodernare l’azienda di Ramacca ha chiesto un contributo di 1,3 milioni di euro: ma la Regione ne ha considerati finanziabili 530 mila. 



Scorrendo l’elenco delle aziende che hanno avuto il via libera ai loro progetti, al posto 95 c’è quella rappresentata da Giacoma Chiarelli, moglie dell’ex governatore Cuffaro, che possiede una tenuta a San Cono, nel catanese: per la sua azienda chiedeva un finanziamento di 1,8 milioni di euro, ne riceverà invece 743 mila. A far piazzare le due aziende in questione nei primi posti della graduatoria è il fatto che le titolari sono donne, perché il bando prevedeva un punteggio maggiore per le aziende femminili.



In tutto, per la precisione, sono 959 le aziende agricole che nella graduatoria provvisoria hanno avuto l’ok ai finanziamenti: tra quelle che riceveranno i contributi più elevati, oltre alle aziende di famiglia di Lombardo e Cuffaro, c’è la Ecofaber di Carlo Scollo (750 mila euro), l’Ardizzone costruzioni (900 mila euro), la Sole terra di Francesca Lipari (756 mila euro), l’azienda di Lorenzo Frasson (750 mila euro), la  Russel (1 milione di euro), la Rizzuto (1,2 milioni) e la Mannarova (1 milione).

 

La replica

 

«Ad oggi posso affermare che da quando l’onorevole Raffaele Lombardo è presidente della Regione, la mia committente, la signora Saveria Grosso, non ha mai utilizzato neppure un euro di contributo per la sua azienda agricola grazie a investimenti da parte della Regione». Lo afferma Claudio Raciti, agronomo tecnico dell’impresa agricola della moglie del governatore siciliano.
La precisazione è in risposta a una notizia pubblicata su Repubblica-Palermo, nella quale si parla di un bando per 120 milioni di euro, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, che destinerebbe 530 mila euro a un’azienda della moglie del governatore – su una richiesta di 1,3 milioni – e 743 mila euro – su una richiesta di 1,8 milioni – a Giacoma Chiarelli, consorte dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. In tutto le società finanziate sono 959.
«Mi corre l’obbligo di precisare – continua Raciti – che la signora Grosso ha già spontaneamente rinunciato a un finanziamento per un impianto fotovoltaico e a un precedente decreto dell’assessorato Agricoltura di circa 200 mila euro già finanziato per la realizzazione di un’azienda agrituristica».
«Per quel che riguarda la notizia relativa a finanziamenti di fondi dell’agricoltura alla moglie del presidente Lombardo – spiega Raciti – faccio presente che la notizia è a dir poco imprecisa e suona sicuramente strumentale. Non si tratta di finanziamenti, ma è solo l’approvazione di una graduatoria provvisoria di “ammissibilita” all’istruttoria per pratiche di miglioramento fondiario. A questa fase preliminare di “controllo di documenti allegati alle domande”, segue, dopo comunque la pubblicazione della graduatoria definitiva, la fase relativa all’istruttoria tecnica delle stesse, che possono, dai funzionari a cui vengono assegnate, essere approvate o respinte. Alla conclusione di questa seconda fase, gli uffici provinciali dell’assessorato (Ispettorati provinciali) emettono il decreto di finanziamento, sempre ammesso che siano sufficienti i fondi mi messi a disposizione per il bando».