Confronto al Teatro Italia
di Carmelo Saccone


Scicli – Il primo grande confronto pubblico tra i quattro candidati a sindaco di Scicli è avvenuto ieri mattina al teatro Italia. In verità si erano già incontrati qualche giorno prima a Cava d’Aliga, ma per la prima volta a Scicli città si sono confrontati ieri mattina all’interno di un vivace dibattito che è stato organizzato dal Movimento dei Forconi.
Armando Cannata, Enzo Catera, Adolfo Padua e Franco Susino, i quattro candidati a sindaco, hanno accettato l’invito arrivato dal gruppo di Scicli dei Forconi.
E sul palco del teatro Italia da una parte c’erano i quattro candidati a sindaco, dall’altra i vertici dei Forconi, ovvero Mariano Ferro e Peppe Sgarlata ed ancora Aldo Bertolone, coordinatore provinciale del movimento. Sono stati proprio quest’ultimi tre, con le loro forti provocazioni, a dare spazio ad un confronto serrato che è stato in parte puntato sulle ideologie, e in parte sui programmi. Si parte da un chiarimento che si trasforma in una provocazione lanciata dal movimento dei Forconi e in particolare da Bertolone: “I Forconi non appoggiano nessun candidato a sindaco. Noi invitiamo quanti si riconoscono nei Forconi, e sono tanti, al non voto, nel senso che li invitiamo ad andare a votare, ma chiediamo loro di rendere nullo il loro voto per essere un evidente voto di protesta dinnanzi agli occhi di tutti. Crediamo infatti che non è più possibile continuare a credere ad un sistema di partiti che hanno governato l’Italia e la Sicilia senza dare risposte alle categorie produttive, adesso sul lastrico”. Ma immediate sono arrivate le repliche dei quattro candidati a sindaco. All’unisono hanno contestato la scelta di non esprimere una preferenza e di rendere nullo il voto, chiedendo piuttosto di collaborare per la stesura di un programma comune che possa, secondo le singole ideologie politiche, offrire un supporto alla protesta dei Forconi. Sia Cannata, che Catera, che ancora Padua e Susino, hanno infatti ricordato che soltanto dallo stare insieme è possibile fare sinergia e trovare un giusto percorso. Certamente i quattro candidati non hanno voluto fare promesse e hanno anche ribadito che sarà complicato amministrare un Comune come Scicli dovendo far fronte ad un bilancio comunale asfittico e a trasferimenti sempre più ridotti, oltre all’introduzione di nuove tassazioni come nel caso dell’Imu. Ma hanno anche ribadito la necessità di ascoltare le esigenze del territorio da cui poi ripartire in una battaglia che sarà a fianco delle imprese e delle fasce deboli, da rappresentanti delle istituzioni, e non da esponenti di una sola parte politica. Ma a contestare l’appartenenza politica è stato, in più riprese, Mariano Ferro che ha criticato i quattro candidati per essersi presentati sotto l’ombrello dei partiti, anche nel caso di chi ha iniziato dalle liste civiche trovando per strada gli appoggi partitici. I candidati hanno replicato ribadendo che c’è la necessità di non lasciarsi andare all’antipolitica ma invece, con il buon uso della democrazia, occorre procedere all’individuazione di una guida nuova per la città, una guida che si farà carico anche delle questioni sollevate dai Forconi. Numerosi, successivamente, gli interventi da parte del pubblico presente (alcuni anche fuoriluogo) mentre dopo la replica dei candidati a sindaco, Ferro ha lanciato una proposta-provocazione conclusiva: “Chiunque vincerà, dimostrate di stare dalla nostra parte, sganciandovi dai partiti per fare una giunta comunale che contenga anche gli altri tre candidati sindaci che non hanno vinto. Farete il bene della città”.
La Sicilia
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