Lettere in redazione
|
13/08/2026 09:31

I terrapieni di materiale cementizio ricoperti di sabbia e recintati a Ciriga

Riceviamo e pubblichiamo.

di Lettera firmata

Meteo: Ispica 26°C Meteo per Ragusa

Ispica – Ognuno ha diritto a camminare su ciò che viene definito “spiaggia”, quando c’è.
Quando c’era, come nel caso di Cirica e ora, da dopo il Ciclone Harry del 20 gennaio 2026, non esiste più.
La conformazione costiera si è modificata, i confini demaniali sembra non esistano più com’erano e l’indifferenza istituzionale ha fatto sì che qualcuno, forte di tale immobilità, abbia costruito terrazze sul mare o terrapieni di materiale cementizio ricoperti di sabbia, addirittura recintandoli.
Come possiamo continuare a credere e a parlare di fiducia nelle regole, senza passare attraverso il buonsenso o il rispetto delle stesse?
Come può un litorale che si fregia della Bandiera blu, permettere tali forzature?
Come può un luogo spettacolare com’era Cirica, lasciare che sia abbandonato senza interventi ricostitutivi, peraltro bypassando anche le comuni regole di sicurezza? Un albero centenario, simbolo di un luogo è adagiato nella battigia e lasciato inesorabilmente seccare rappresentando un pericolo di incendio.
Ai lati della sua ormai secca chioma, pezzi di relitti di scafo in resina, emerso e rimosso in maniera non professionale, lasciati in balia delle persone con il pericolo di finirci addosso e di procurarsi sei danni.
Sassi misti a masserizie, accumulati sul bagnasciuga…
E questo a seguito di mesi di segnalazioni inascoltate, da parte della precedente amministrazione e purtroppo ora da parte anche dell’attuale.
È un dovere dare l’esempio, come possiamo parlare di sviluppo, di progresso, di rispetto, se poi i fatti ci smentiscono sempre?
Cosa stiamo insegnando ai nostri figli?
Eppure, sarebbe uno dei posti più belli ed ” iconici” del nostro territorio.
Ma ora non si tratta più solo di bellezza, si tratta di sicurezza.
Ci crediamo ancora?