L'incidenza tumorale suscita preoccupazioni
di C. Castaldo Gzz Sud


Pozzallo – È buona l’aria che si respira in città? In un’area dove insiste un’area industriale, l’interrogativo non è superfluo. L’incidenza tumorale suscita preoccupazioni. La mattina, le auto posteggiate nei quartieri Raganzino e San Francesco sono ricoperte da uno strato di polvere che non va via con l’acqua, ma solo con aceto e un panno di pelle di daino.
Di cosa si tratta? Nessuno, finora, ha dato una spiegazione a questo fenomeno. Tutti, però, additano il cementificio quale causa primaria di questa “strana” polvere che si deposita sulle auto.
«È tutto falso – dichiara Nunzio Tumino, direttore stabilimento della Colacem –. Ogni anno, abbiamo i dati relativi all’inquinamento, grazie all’Arpa di Ragusa, del cementificio della zona di Modica-Pozzallo e ogni anno non superiamo i parametri per quel che riguarda le polveri sottili che “produce” l’impianto. L’ultimo riscontro effettuato risale allo scorso 15 dicembre. Anche per il 2009, i dati sono consultabili nei nostri uffici. Chiunque abbia voglia di vederli, la nostra porta è aperta. Si smetta di avanzare ipotesi catastrofiche che, nella totalità dei casi, non possono essere dimostrate».
L’incidenza dei tumori sul territorio, però, rimane alta. «Non è colpa nostra – ribadisce Tumino –. Saranno altri fattori ma la “Colacem”, con i tumori a Pozzallo, c’entra ben poco, anzi nulla. Abbiamo sistemato delle centraline a pochi metri dall’impianto. Neanche nelle zone attigue all’impianto abbiamo riscontrato livelli sopra la norma. Sulle polveri che si depositano sulle auto, sinceramente, non saprei cosa dire. La colpa, comunque, non è da addebitare alla Colacem».
Un altro dato, comunque, fa pensare. Nessun imprenditore edile, oramai, costruisce a Raganzino, sebbene vi siano ampi spazi dove edificare. Il “passaparola” fra gli imprenditori edili pare sia “allontanarsi dalla zona industriale”. Tutti a costruire verso la zona del Primo Scivolo, sulla strada provinciale per la Marza, e nuove case, per i prossimi anni, saranno ultimate nella zona in prossimità della chiesa Madre della Fiducia.
Il paese, dunque, si sposta verso est, lontano dal cementificio. Solo qualche nuova casa, nel rione San Francesco, ma, forse, solo perché l’acquisto dell’immobile è stato fatto in passato. Solo una coincidenza?
Tempo addietro, si erano mossi pure i rappresentati della lista civica Pozzallo Giovane, chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire e di interessarsi della questione, magari divulgando dati e riscontri sulla presunta mortalità dovuta alle polveri sottili. In un comunicato stampa diffuso dalla lista civica, si chiedeva «un monitoraggio ambientale continuo e accurato, che possa dare risposte e certezze alle lecite domande della popolazione pozzallese».
In realtà, come ha confermato il direttore della «Colacem», questi rilievi ci sono e vengono effettuati con cadenza periodica dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Il sindaco Peppe Sulsenti invita a diffidare dagli allarmi ingiustificati. «Bisogna essere più cauti nel diffondere casi allarmistici non veritieri, a salvaguardia – dice – dell’economia della città e degli impianti che lavorano onestamente. Fra gli impegni di quest’anno, chiederò all’Asp di Ragusa di riaprire il servizio di oncologia nell’ospedaletto di via Orione. La prevenzione, da sempre, salva più di mille parole».
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