L’assemblea ha deliberato un incarico legale per definire i rapporti con la gestione precedente.
di Gabriele Giannone
Ragusa – L’amministratore unico di Iblea Acque Stefano Guccione ha relazionato all’assemblea dei sindaci il 19 febbraio 2026, ricordando il proprio insediamento il 15 ottobre 2025 e tracciando un quadro di emergenza economico‑finanziaria della società pubblica che impone misure immediate — ricapitalizzazione, bonifica delle anagrafiche, potenziamento della riscossione e completamento della migrazione alla nuova piattaforma gestionale cloud — ma la relazione, per quanto tecnica e puntuale nelle soluzioni, non scalfisce il nodo politico che sta al cuore del disastro: la migrazione del software per utenze, morosità e allacci senza la corretta pulizia e trasferimento delle anagrafiche, già denunciata da Ragusanews tra le cronache che avevano anticipato i problemi e il conseguente blackout delle utenze, ha innescato il corto circuito operativo che oggi si traduce in morosità fuori controllo, utenze “fantasma”, ricalcoli impossibili e fatturazione su stime anziché su consumi reali.
Circostanze che hanno eroso la liquidità e paralizzato la capacità di trasformare il patrimonio progettuale in cantieri concreti; accanto alla falla tecnica si impone con urgenza politica il capitolo appalti: l’aggiudicazione dell’estate scorsa di un gestionale da svariati milioni di euro non è un dettaglio contabile ma la scelta che ha trasferito a un fornitore esterno il controllo operativo della contabilità e delle entrate di una società pubblica.
A chi ha giovato quel contratto? Con quali criteri è stata selezionata la fornitura, se si è proceduto con gara pubblica o con affidamento diretto, quali garanzie contrattuali e penali erano previste in caso di malfunzionamento? Ed ancora. Chi ha certificato i test di accettazione prima del go‑live?
Non basta invocare la digitalizzazione quando la digitalizzazione si traduce in un trasferimento di rischio senza tutele e in un potenziale arricchimento di interessi privati a scapito della sostenibilità finanziaria pubblica.
L’assemblea di ieri ha deliberato un incarico legale per definire i rapporti con la gestione precedente tenuta dall’ing. Franco Poidomani. Il consigliere comunale di Ragusa Gaetano Mauro aveva invocato a più riprese una decisione in tal senso ed oggi esulta per l’esito.
“Oggi segniamo un punto importante per la trasparenza e la giustizia nel nostro territorio. L’assemblea dei soci di Iblea Acque ha stabilito che verrà dato incarico a un legale per il recupero delle somme illegittimamente percepite dal vecchio amministratore unico.
Questa non è solo una notizia tecnica- prosegue Mauro-. È l’esito di una battaglia politica che ho portato avanti con forza, convinto che il denaro pubblico appartenga ai cittadini e che ogni centesimo vada giustificato”.
La decisione formale, però, non basta: i Comuni soci devono pretendere la pubblicazione immediata di contratti, importi, verbali di gara e pareri tecnici, l’avvio di verifiche su eventuali conflitti di interesse e la valutazione delle responsabilità amministrative di chi ha autorizzato spese così rilevanti senza adeguate garanzie operative.
Poi, c’è il capito indebitamento di Iblea Acque verso i comuni. Decine di milioni di euro. Anche qui è calato il silenzio.
Più pungente resta la domanda sul controllo analogo: i sindaci sono stati avvisati dei rischi e delle modalità dell’affidamento estivo, o il controllo è rimasto formale mentre il potere decisionale veniva esercitato senza paletti? A che serve il controllo analogo se si lascia libero arbitrio a dirigenti che non hanno garantito continuità e correttezza nella fatturazione? Non è sufficiente invocare intelligenza artificiale e modernizzazione come panacea se prima non si stabiliscono responsabilità, procedure di test e accettazione e controlli di qualità che impediscano il ripetersi di scelte così delicate senza garanzie operative; servono misure immediate e misurabili — blocco delle fatturazioni sospette, bonifica prioritaria delle anagrafiche per i grandi clienti, installazione accelerata di smart metering nei punti critici, rafforzamento temporaneo dell’area amministrativa con personale qualificato — accompagnate da indicatori pubblici di risultato e da conseguenze amministrative e, se del caso, legali per chi ha autorizzato la migrazione e l’appalto estivo senza adeguate tutele; senza nomi, tempi e responsabilità la promessa di modernizzazione resterà retorica e i cittadini continueranno a pagare il conto di un disastro che va chiarito fino in fondo.
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