Ricordo di un’intervista a un mese dalla morte
di Giuseppe Savà

In che cosa pensa di essere siciliano?
Igor Man si fermò un attimo e raccontò: “Viaggiavo in aereo con Aldo Moro, ai tempi in cui era Ministro degli Esteri. Ero inviato del quotidiano La Stampa, e dovevo raccontare del tentativo di Moro di trovare una mediazione nella vicenda arabo israeliana.
L’Italia si proponeva come paciere. Le trattative furono serrate. I giornalisti al seguito del Ministro erano fiduciosi e io tra questi. Al termine di un’estenuante notte di trattative Moro e i suoi interlocutori arabi uscirono dalla stanza e officiarono il cerimoniale dello scambio di doni. Un momento assolutamente formale, che nulla lasciava presagire sulla riuscita della trattativa.
Guardai Aldo Moro in viso e scuotendo la testa con tono interrogativo, facendo un movimento impercettibile destra-sinistra-sinistra-destra col viso gli feci intendere: “Comi finiu?”
Ho sempre pensato di aver ereditato più il tratto russo di mia madre, che quello catanese di papà.
Moro, anch’egli meridionale, storse il labbro inferiore, a sinistra.
Chiamai la redazione a Torino: “Titolate: Fallita la missione di Aldo Moro in Medio Oriente”.
Lì capii di essere siciliano”.
Igor Man, pseudonimo di Igor Manlio Manzella (Catania, 9 ottobre 1922 – Roma, 16 dicembre 2009), è stato un grande giornalista italiano.
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