Attualità
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05/02/2008 21:17

Il 13 le politiche, il 20 aprile le regionali. Un voto tira l’altro

di Redazione

Sembra essere il 13 di aprile la data del voto politico.

E se così fosse, è possibile che, dopo appena una settimana, si vada a votare per le Regionali, visto che, teoricamente, domenica 27 aprile non risulterebbe utile perché data superiore di un paio di giorno al limite dei 90 previsto dalla legge dal momento delle dimissioni di Totò Cuffaro dalla carica di governatore. Questioni di lana caprina, rispetto, invece al dato più importante; quello cioè che fra poche ore, dovrebbero essere sciolte le Camere e dunque, avviare il percorso verso il voto di primavera.

E’ la seconda volta, su quattro legislatura dal 1994, inizio della cosiddetta Seconda Repubblica, che si va al voto politico anticipato. La prima volta successe nel ’96, dopo sette mesi di Berlusconi e un annetto di Lamberto Dini. Poi ci furono cinque anni di governo di centrosinistra, con Prodi e il Prodi bis, D’Alema e il D’Alema bis e Amato. L’unica volta che un presidente del consiglio ha governato per un’intera legislatura, è stato dal 2001 al 2006 con Silvio Berlusconi. Quindi le recenti vicende di Prodi.

Tornando in casa nostra, sono giorni di incontri, perché è chiaro che, al massimo, un’ottantina di giorni ci separano dai due appuntamenti elettorali più importanti, che saranno a breve giro di posta.

E così, Forza Italia  sistema le caselle con i suoi tre leader, Giovanni Mauro, Nino Minardo ed Innocenzo Leontini, che puntano tre direttrici diverse mentre nell’UDC c’è, come univoca voce che viene fuori dai leader, la conferma che per Orazio Ragusa c’è di nuovo la candidatura. Cosiccome in AN, dove Carmelo Incardona rivuole Sala d’Ercole e, magari, una assessorato ma che, forse proprio per questo, non vuole fare una lista di comodo e punta invece ad una lista di sostanza.

Anche perché, nella vicina Siracusa, appena due anni fa, Fabio Granata, politico all’epoca in grande spolvero, non fu eletto proprio per la debolezza della sua lista di AN.

ell’MpA l’unica certezza è la candidatura di Peppe Sulsenti; il sindaco di Pozzallo può candidarsi senza dimettersi dal governo della sua città, perché a guida di un comune con meno di 20.000 abitanti.

Nella Sinistra Arcobaleno, un paio di nomi certi: Peppe Calabrese e Giuseppe Cannella. Il PD è quello dove molti sono i pretendenti e, di conseguenza, l’idea delle due liste sembra più che possibile; c’è Roberto Ammatuna, c’è Pippo Digiacomo, (tentato comunque, anche dalle sirene nazionali) e ci sarà Tonino Solarino.

O per meglio dire: la proposta gliel’hanno fatta, adesso sta a lui decidere.

Rallenta l’ipotesi Tommaso Fonte e torna quella di Venerina Padua, che, comunque, riflette anche sulla possibilità di essere a Scicli, dove si vota a giugno per le Amministrative