E la festa di San Giorgio
di Redazione


Ragusa – Anche i ragazzi della parrocchia celebrano San Giorgio. E lo fanno, come da tradizione, con una festa che segna la conclusione dell’anno catechistico.
I sessanta giovani presenti ieri pomeriggio in piazza Duomo per partecipare alle varie iniziative proposte dagli animatori hanno dato vita ad una vera e propria invasione multicolore. Il consueto momento di allegria per i ragazzi, di età compresa tra i sette e i tredici anni, ha visto partecipare anche molti genitori. Proprio per mettere ancora più in rilievo il significato speciale che assume la famiglia in occasione di appuntamenti del genere. La parte bassa di piazza Duomo, proprio a due passi dal circolo di conversazione, si è trasformata in un grande campo giochi all’aperto, allestito tra i monumenti barocchi. Poi, tutti assieme, una foto ricordo per celebrare l’evento. Sono stati gli stessi catechisti a darsi da fare programmando una serie di iniziative ludiche ben accolte dai ragazzi. Un momento di intrattenimento ma anche un momento di aggregazione all’insegna del santo cavaliere ed in preparazione delle giornate clou dei festeggiamenti previste per il 3, 4 e 5 giugno. Domani, intanto, alle 17,30, è in programma, al Duomo, l’adorazione eucaristica animata dai gruppi dell’Azione cattolica. Alle 19,30 si terrà la santa messa mentre alle 21 è in programma un incontro di preghiera carismatica. Sempre domani, mercoledì 1 giugno, tra le iniziative collaterali è in programma, dopo la messa, l’apertura della porta della vetrina espositrice delle reliquie dei santi. Un’altra fase di grande intensità per tutti i fedeli che potranno così esprimere al meglio il proprio sentimento di devozione.
Come nacque il Duomo di San Giorgio? Dopo il terremoto del 1693, che distrusse il monumento precedente che comunque sorgeva in un’altra sede, divenne impellente l’esigenza di edificare un “Magnifico Tempio”. E così il progetto della nuova chiesa venne affidato all’architetto Rosario Gagliardi di Noto, che risente del barocco “naturale” del Bernini, di quello “spirituale” del Borromini e dei dettami di Matteo Carnelivari, raggiungendo risultati architettonici straordinari. La prima pietra fu posata il 15 ottobre 1739 e, come confermano le notizie storiche contenute nel libello “San Giorgio martire” curato da Nino Cirnigliaro, il 30 aprile 1766 la chiesa venne aperta al culto, pur non essendo completa. Bisognava ancora del secondo e terzo ordine della facciata, della parte absidale e delle decorazioni interne. Il prodotto sarà ultimato il 5 ottobre del 1775. I lavori interni ripresero nel 1776, scavando la zona rocciosa per realizzare il così detto “Cappellone”, ossia l’abside comprendente l’altare maggiore. I maestri scalpellini Giambattista Muccio, Giorgio Nobile, Carmelo Ventura, Giuseppe e Filipponeri Spata realizzarono la decorazione interna, che sarà ultimata nel 1781. Le navate laterali contengono otto altari con otto quadri. Nella nicchia sopra la porta del lato destro la statua di San Giorgio a cavallo, opera del Bagnasco di Palermo datata 1878. La statua equestre in legno di tiglio è stata affidata, nel giugno del 1998, per il restauro al maestro Franco Carfì che si trovò “dinnanzi un’opera ricca di un complesso meccanismo e di intrecciati equilibri statico-dinamici”. C’è un pilone centrale, il blocco del drago fissato alla massa lignea con chiodi mediante la tecnica a fuoco. Con un sistema di “incastro a tegola” sono uniti i vari elementi del gruppo, cavaliere, drago e cavallo, strutturato in tre sezioni. Il restauro, difficile ma attento, ha ridato splendore all’intero gruppo.
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