di Redazione
Il Centro di socializzazione per persone con differenti abilità di Donnalucata chiude il 31 gennaio prossimo e l’amministrazione si appresta a varare una rimodulazione del servizio, in occasione della scadenza della convenzione.
Il Centro di socializzazione per persone con differenti abilità è stato aperto nella primavera del 1999, con fondi del bilancio comunale, con la presenza di figure professionali quali l’assistente sociale, l’animatore, l’educatore, l’insegnante Isef, il ceramista, l’assistente igienico, l’autista. In questo modo è stato garantito il rapporto di un operatore ogni quattro, cinque disabili. In esso sono state realizzate le attività di animazione teatrale, il laboratorio di ceramica, l’attività motoria, l’attività di manipolazione.
Il Centro, che ha ospitato venti disabili, è stato aperto per tre ore al giorno e per cinque giorni la settimana in orario antimeridiano, ma l’esigenza dei familiari e dei disabili è quella di poter usufruire del centro per sei giornate e di ampliarne le attività anche fuori dall’orario di apertura per far partecipare i disabili ad attività culturali, sportive o ricreative (cinema, pizzeria, spettacoli vari…).
Non è stato ancora comunicato se il Comune riaffiderà di nuovo in convenzione all’Anffas il servizio o se procederà a una sorta di gara per una nuova convenzione. In realtà, la convenzione è già scaduta il 31 dicembre scorso, e la giunta ha deciso la proroga per un mese del servizio in attesa di decidere se rinnovare all’Anfass o meno la gestione. Si fa sempre più strada l’idea che, nell’ottica di un ampliamento dei servizi offerti agli utenti, primo fra tutti il servizio mensa, e di conseguenza l’orario continuato fino alle 17, il Comune possa decidere di andare a gara.
Quest’ultima, forse in forma di trattativa privata, dovrebbe essere esperita entro la fine del mese, e ciò al fine di garantire la continuità del servizio per gli utenti disabili. La cooperativa che si aggiudicherebbe il servizio avrebbe comunque l’obbligo di assumere il personale che sino ad oggi ha lavorato al centro di via Savona, e ciò al fine di tutelare i lavoratori e garantire il rapporto umano con gli utenti.
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