Attualità
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23/02/2008 14:57

Il centrodex ha contratto la schizofrenia. Prestigiacomo? Uno scherzo

di Redazione

Sono le 17,23 minuti di venerdi 22 febbraio quando mi accingo a scrivere queste note, l’ora è necessaria, perché ormai è diventato proibitivo scrivere qualcosa che non sia superata dagli eventi.

 

Le notizie vengono bruciate nel giro di poco tempo, una obsolescenza giocata sul filo dei minuti. La schizofrenia è una malattia della politica, d’accordo, ma non raggiunge mai livelli patologici, ed in questi giorni di vigilia della campagna elettorale denuncia sintomi gravi. Non ci riferiamo a tutto il quadro politico né a tutte le candidature, ci riferiamo alla telenovela siciliana, al candidato unico del centrodestra per la Presidenza della Regione siciliana. E’ esplosa con ferocia inaudita una faida interna che fino a qualche mese fa sarebbe stato azzardato perfino sospettarla.

 

L’ultimo episodio, ieri mattina, ha coinvolto, forse malgrado l’interessata, Stefania Prestigiacomo, ex Ministro per le pari opportunità del governo Berlusconi. Una candidatura autorevole, dunque, un personaggio presentabile senza alcun dubbio. Allora che penso, avendo avuto la notizia? Che sia stata meditata la scelta, che abbia ricevuto le certificazioni di qualità, che siano stati ponderati pro e contro.

 

Avrebbero potuto esserci dissensi, ma la candidatura avrebbe dovuto essere mantenuta, anche perché è stata seguita da una solenne dichiarazione di Gianfranco Miccichè: se Stefania è la candidata del centrodestra, ritiro la mia candidatura. E invece che succede?

 

All’interno di Forza Italia, prima ancora che PDL, la notizia provoca una nuova deflagrazione. Le reazioni sono aspre e segnalano un’assenza di informazione preoccupante. Significa cioè che la decisione di candidarla, subito riferita ai cronisti, non è stata preceduta da alcuna concertazione. Se Francesco Musotto, eurodeputato e Presidente della Provincia uscente, uomo prudente, ha consegnato alle agenzie dichiarazioni di fuoco che coinvolgono anche Berlusconi, vuol dire che FI vive il momento peggiore della sua storia.

 

Fino a quando si tratta di Miccichè tanto di cappello, ha detto Musotto, ma se vi inventate un candidato per togliervi dall’imbarazzo o magari perché ritenete di dovere contrapporre una donna ad un’altra donna, vuol dire che siete fuori dal mondo. Un dissenso inequivocabile. Minori le responsabilità dell’accaduto da parte dei potenziali partiti alleati –si fa per dire – e cioè UDC e MPA. Non ne sapevano niente e, soprattutto, non hanno combiato di una virgola la loro posizione sin dal primo giorno, e cioè il candidato è Raffaele Lombardo e la campagna elettorale per Raffaele Lombardo si apre ad Acireale domenica, il resto non conta nulla.Bene, vorreste sapere che cosa accadrà a questo punto. Giusto, ma come faccio a dirvelo alle ore 17,32, quando sono arrivato al rigo numero 22 di questa nota?

 

Una previsione metterebbe in imbarazzo maghi e saltimbanchi, perché non riuscirebbero a esprimere una credibile congettura. Più facile indovinare gli umori di un cliente tradito che la sorte della campagna elettorale nel centrodestra siciliano. Nel centro destra siciliano? Eh no, nel centrodestra tout cour. L’accordo fra MPA e FI si porta appresso il risultato elettorale siciliano alle politiche in Sicilia e questo il risultato elettorale nazionale. Ricordate il 61 a 0 di tanti anni fa?

 

Ebbene, fu quello che fece vincere il centrodestra alle politiche. Quindi il bottino elettorale di questo tormentatissimo passaggio è alto. Sarebbe esiziale per il centrodestra non trovare un punto di convergenza. Che è Raffaele Lombardo. Inutile che girino ancora attorno alla questione, non ci sarà verso di schiodare Lombardo e Cuffaro.Miccichè dovrebbe farsene una ragione. Hanno tentato di convincerlo in tanti, ma lui non s’è allontanato di una virgola. Del resto, come potrebbe?

 

Da un mese non passa giorno che non dice la sua su Cuffaro e il cuffarismo, che è come insultare Lombardo. In più ha chiaramente e pubblicamente affermato che Lombardo è il successore di Cuffario, il fratello di latte, e lui questo non l’accetta perché vuole abbattere Cuffaro e il cuffarismo.

 

Allora?

 

Guiderà una lista “per Micciché e la rivoluzione siciliana”. Non chiedetemi che cosa è la sua rivoluzione: non mi pare prioritario risolvere. Posso riferirvi che la lista ha ha l’obiettivo di mandare a casa l’establishment di Cuffaro e Lombardo. Li considera un peso per la Sicilia, di sicuro sono un peso per lui. Facciamo perciò mente locale, come si diceva un tempo: diamo per scontato il miracolo, che Lombardo sia il candidato unico del centrodestra. Miccichè quida la lista della rivoluzione contro il cuffarismo. I

 

consensi a Lombardo da quella lista non arriveranno mai. Ma facciamo un altro sforzo d’immaginazione, che i consensi arrivino (non tutti, ma in buona misura), e la lista ottenga un certo numero di seggi, non saprei prevederne quanti. Questo drappello di deputati fedeli a Miccichè che faranno nel Parlamento regionale?

 

Combatteranno Cuffaro, Lombardo e il cuffarismo, come dice di volere fare Miccichè. Il Governo della Regione, comunque vada la candidatura (o le candidature) del centrodestra e lo stesso risultato elettorale, dovrà fare i conti con Miccichè, che sarà in grado di sparigliare le carte degli schieramenti politici.

 

Pare che nel centrosinistra, segnatamente nel PD, qualche pensierino comincino a farlo al dopo-elezioni. Che vinca o perda, il centrosinistra potrà contare su una delle due sponde, su quella UDC-MPA o l’altra, gli azzurri targati Miccichè. Cuffaro al Senato, è tutto più facile. Il cuffarismo? Non c’è più perché Cuffaro è a Roma.Non eravate arrivati così lontano, confessatelo.

 

Ma non fatevene un cruccio, questo è il mio mestiere, non il vostro.

 

E quelli che fanno questo mestiere devono per forza andare più lontano e prendere cantonate, se necessario, perché coloro che leggono vogliono sapere come finirà.Solo che non si tratta di un thriller che ha una fine ed un principio, ma di un sequel.

 

E i sequel non finiscono mai, fino a quando c’è qualcuno che ama vederli.

 

Perciò i giornalisti devono inventarsi le previsioni, anche quando non hanno nemmeno l’idea di ciò che succederà. Però, stavolta…

 Fonte: Siciliainformazioni.com