Legambiente è contenta
di Redazione


Ragusa – Il Cga ha accolto il ricorso presentato dalla Regione siciliana sulla sospensiva della sentenza del Tar di Catania. Dunque, il piano paesistico di Ragusa torna pienamente in vigore con tutti i suoi effetti di tutela e conservazione del patrimonio dei beni culturali e naturalistici. Anche Legambiente Sicilia aveva presentato il ricorso, con gli stessi contenuti, ma il Cga non lo ha esaminato.
Soddisfazione è stata espressa da Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia che sottolinea che: “A questo punto l’iter di approvazione di tutti gli altri piani, a partire da quelli di Siracusa e delle Egadi, che si erano arenati a causa della sentenza del Tar, deve riprendere celermente”.
“Premesso che il risultato è più importante – dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia – riteniamo inaccettabile, la decisione inaspettata del Cga di non esaminare il nostro ricorso. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha motivato la sua decisione sostenendo che solo istituzioni a carattere nazionale possono avanzare ricorso. È una situazione inammissibile e ci riserviamo di agire contro questa decisione”.
Piano paesistico, Fabio Granata (FLI): “Adesso applicare il piano per preservare il patrimonio degli iblei:il paesaggio ambientale e culturale”
“Esprimo grande soddisfazione per la decisione del CGA sul piano paesaggistico ragusano. Ora subito la sua immediata e intelligente applicazione per preservare il patrimonio più grande degli Iblei :il paesaggio ambientale e culturale”.
Lo ha detto il V.Coordinatore Nazionale di FLI, l’on.Fabio Granata, commentando la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
“Il paesaggio e’un elemento indispensabile di sviluppo e identità culturale e la Sicilia e gli Iblei non possono fare passi indietro”- ha commentato Granata-.
“Cultura, viticoltura, zootecnia, innovazione, agricoltura avanzata, turismo culturale trovano già e troveranno sempre più negli Iblei e nel Sudest un luogo privilegiato a condizione che sia preservato il paesaggio e l’anima dei luoghi iblei”.
“La preoccupazione è grande. Per le imprese agricole che già soffrono la crisi, la decisione del Cga costituisce un’altra doccia fredda”. Queste le dichiarazioni del capogruppo di “Ragusa Grande Di Nuovo” al Consiglio comunale del capoluogo ibleo, Enzo Licitra, sulla vicenda Piano paesistico. Dichiarazioni che arrivano dopo le numerose telefonate ricevute questa mattina da parte di titolari di aziende agricole molto preoccupati per ciò che potrà accadere. “Come gruppo – afferma Licitra – non potremo che sostenere il sindaco Nello Dipasquale sulla strada del dialogo. E’ l’unica via da percorrere per arrivare ad una definizione dello strumento il più possibile sostenibile con le esigenze di sviluppo e di crescita del territorio. Resta il problema che riguarda da vicino gli imprenditori agricoli, la maggior parte, le cui attività ricadono nelle zone vincolate e che saranno impossibilitati a migliorare la funzionalità delle proprie aziende. Non è solo un problema ambientale. E’ anche e soprattutto una questione di sopravvivenza economica. Su cui la nostra città deve scommettersi sino in fondo”.
Sbezzi, movimento Territorio: Massima cautela, attendiamo le motivazioni del Cga
“Dopo che il Tar aveva annullato con sentenza il piano paesistico imposto alla provincia di Ragusa, il Cga ha emesso un’ordinanza con la quale dichiara sospesa l’esecutività di quella prima decisione. Le notizie sono ancora piuttosto scarse, ma sembra che con la stessa ordinanza sia stato invece respinto il ricorso di Legambiente, che sarebbe stata addirittura condannata alle spese”. Questo quanto sostenuto dal presidente dell’associazione “Territorio”, Michele Sbezzi. “In buona sostanza – prosegue – non è ancora neppure iniziata la fase della decisione vera e propria, quella che porterà alla sentenza; siamo solo nella fase cautelare e non si sa ancora neppure se la decisione adottata si basi sulla possibile fondatezza del ricorso oppure, più semplicemente, sulla necessità che tutto rimanga com’è durante il tempo che ancora ci vorrà per decidere. Se così fosse, in particolare, vorrebbe dire che il Cga non ha ancora esaminato il merito della questione, neppure per dire se lo ritiene del tutto infondato. Sono quindi ben pochi i commenti che si possono fare in questo momento. Il primo riguarda Legambiente: se il ricorso è stato respinto con condanna alle spese, ciò potrebbe significare che il Cga ritiene Legambiente del tutto priva di legittimazione processuale (non avrebbe potuto neppure proporre il ricorso ?). Il secondo, ovviamente, riguarda invece i rumori da subito sollevatisi. Sembra francamente ancora troppo presto, e troppo poche le notizie, perché si possa dire qualcosa di sensato. Se l’uomo della strada può forse pensare che ancora una volta, in Italia, un giudice decide in modo apparentemente ben diverso da quello che l’aveva preceduto, e se ciò può lasciare sgomenti, bisogna ricordarsi che qualsiasi decisione di qualunque giudice va, prima di tutto, rispettata. Poi va studiata approfonditamente, possibilmente da chi è culturalmente attrezzato per farlo. Da ultimo, può essere impugnata o accettata. Prima di quel momento, però, riteniamo che i commenti siano intempestivi e, probabilmente, inutili. Il metodo che ci siamo dati in “Territorio” è quello dell’approfondimento e della conoscenza dei fenomeni che ci occupano. Possibilmente con l’apporto di idee e di punti di vista diversi tra loro. Vogliamo restar lontani dal rumore di fondo e non crediamo affatto che un commento formulato sull’onda di un’impressione o di un’emozione, prima di conoscere i fatti, possa valere più di una semplice chiacchiera”.
© Riproduzione riservata