Economia
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13/12/2009 16:25

Il ciliegino trascina i mercati al ribasso

di F. Dipasquale Gzz Sud

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Santa Croce Camerina – Continua la crisi dei prezzi nei mercati alla produzione di Vittoria, Santa Croce e Donnalucata che, da oltre un mese, si attestano su livelli molto più bassi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


La crisi tocca soprattutto il ciliegino.

Il prezzo attualmente si attesta su 0.90-1.10 euro al chilo, segnando un aumento di 10-20 centesimi rispetto all’inizio della settimana, ma rimanendo però più basso rispetto a quello segnato 365 giorni fa e che oscillava tra 1.40 e 1.60 euro al chilo.

Anche le altre tipologie di pomodoro hanno avuto lo stesso trend al ribasso.

Il grappolo rosso si attesta tra 0.50 e 0.70 euro al chilo, mentre un anno fa si attestava su 0,80 e 1,00; il semicostoluto regge a 0.70 euro al chilo, praticamente lo stesso prezzo di un anno fa. In leggera ripresa, come il ciliegino, si attesta sia il datterino, pagato 1.90-2 euro al chilo, contro 1.60-1.80 euro al chilo di dodici mesi orsono e l’allungato, prezzato a 0.60-0.80 euro al chilo contro 0.90-1 euro di un anno fa. Su queste due tipologie la dinamica di mercato è diversa.

Il fenomeno è spiegabile con una domanda molto elevata, in rapporto a una scarsa presenza di questa tipologia sui mercati nazionali ed europei: Spagna, Francia, Turchia o altri Paesi non producono questa tipologia di pomodoro che si sta rivelando come quella di punta per qualità e caratteristiche organolettiche, superando il ciliegino, prodotto di massa che non sta sempre rispettando i canoni della qualità con i quali si era imposto diversi anni fa.


La filiera commerciale sul ciliegino punta infatti sulla resistenza alla spaccatura, trascurando la qualità intrinseca e le peculiarità organolettiche, mentre la stessa filiera punta sul datterino per la ricerca della qualità, sapidità e presentabilità.


I prezzi non particolarmente sostenuti del ciliegino sono dovuti anche alla commercializzazione del prodotto che sta pagando ancora l’effetto di importazione dal Marocco di oltre un mese fa. Sui mercati del nord Italia sono state collecate partite provenienti dal nord Africa, in concorrenza con quelle siciliane. Il leggero aumento starebbe forse segnando la fine di tale effetto concorrenziale, per cui si spera che il prezzo possa ancora risalire.

Sulla tipologia del pomodoro “allungato”, che ha soppiantato nella quasi totalità le superfici del classico “Sanmarzano”, il prezzo basso è stato determinato da un altro effetto concorrenziale. Due settimane fa in Spagna c’è stato un crollo dei prezzi del pomodoro e alcune strutture commerciali campane approfittando del prezzo basso, addirittura a 0.10 euro al chilo, hanno comprato del pomodoro spagnolo a quei prezzi, tra cui delle grosse partite di questo pomodoro “ovale” che è stato poi proposto alla Grande distribuzione italiana come “allungato” siciliano. Questa commercializzazione parallela ha creato la crisi del pomodoro “allungato”, a testimoniare che la filiera talvolta produce delle aberrazioni e speculazioni che ricadono sui produttori.


Ritornando ai prezzi di mercato, un certo incremento di prezzo sta segnando la melanzana tonda prezzata 0.85-0.90 euro al chilo, mentre i peperoni si attestano a 0.60-0.70 contro 0.80-0.90 di 365 giorni fa. La zucchina ancora si attesta a 0.30-0.40 euro al chilo contro 0.70-0.80 euro al chilo di dodici mesi fa. Su queste specie stanno influendo le condizioni climatiche particolarmente favorevoli che consentono di effettuare raccolte regolari e alimentare costantemente l’offerta.


Sullo sfondo della situazione agricola permane quindi una motivata incertezza. Si spera che con il cambiamento delle temperature possa giungere quella inversione di tendenza tanto auspicata dai produttori agricoli locali.