I ladri avevano manomesso alcune telecamere di videosorveglianza
di Redazione
Giarratana – Sarà la Scientifica a rintracciare impronte digitali e segni identificativi.
Il colpo al bancomat di Giarratana, consumato nella notte tra venerdì e sabato, porta la firma di una banda di professionisti del crimine. Erano le 3.18 quando un residente, insospettito da alcuni rumori, ha notato un furgone passare a tutta velocità con un ingombro insolito sul cassone. Solo più tardi si capirà che quel carico era il bancomat appena divelto dalla filiale della Banca Agricola Popolare di Sicilia.
La preparazione del colpo era stata accurata. I malviventi avevano messo insieme una squadra di mezzi rubati in zone diverse per confondere le tracce: un camion e un’auto sottratti tra Siracusa e Catania, e una ruspa rubata a Monterosso Almo, utilizzata per strappare via l’intero sportello automatico.
Alcuni dispositivi di videosorveglianza presenti in città sarebbero stati manomessi prima dell’azione.
Dopo aver caricato il bancomat sul furgone, i ladri si sono diretti verso le strade di campagna, ma i posti di blocco predisposti lungo le principali vie di comunicazione hanno messo la banda in difficoltà. Con un carico ingombrante e facilmente individuabile, i malviventi hanno scelto di liberarsene: il bancomat è stato infatti ritrovato lungo la strada che da Monterosso Almo conduce a Buccheri, in un tratto isolato, vicino alla zona delle pale eoliche. Era stato lasciato rotolare giù per una scarpata, ancora integro e non scassinato.
I carabinieri stanno ora ricostruendo i movimenti della banda, analizzando le immagini residue delle telecamere non manomesse, i percorsi di fuga e i mezzi utilizzati.
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