Nessun calo del fenomeno turistico, nessuna parabola discendente.
di Giuseppe Savà
Scicli – Il giornalista di Repubblica Giorgio Caruso ha pubblicato sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari un articolo dal titolo “Scicli, il commissariato museo di Montalbano ora dà lavoro ai giovani disabili”.
Alla domanda se il fenomeno cineturistico legato al Commissario Montalbano stia scemando in seguito alla mancata produzione di nuovi episodi dello sceneggiato televisivo rispondo sempre col mio fare provocatorio: “da quando Dante ha smesso di scrivere, la Divina Commedia è meno letta?”
Cosa voglio dire con questo mio fare sprezzante?
Se un’opera dell’ingegno, sia essa un libro, una composizione musicale, un film, diventa un classico, vuol dire che come classico si colloca attraverso le generazioni. Molti di quanti vedevano il Commissario Montalbano nel 1999 non ci sono più, e molti di quanti non erano nati nel 1999 oggi sono diventati telespettatori del film.
Nessun calo del fenomeno turistico, nessuna parabola discendente. I turisti nascono e muoiono e fra di essi vi è un naturale turn over, ma l’attenzione verso i luoghi di Montalbano è costante.
Semmai, e l’articolo pubblicato oggi su Repubblica ne dà merito, Scicli si pone in Italia, ormai da molti anni, come avanguardia nella gestione dei beni culturali, creando lavoro, opportunità di inserimento per le persone con disabilità, creando valore.
Ecco, abbiamo creato valore.
E di questo la città deve essere orgogliosa.

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