di Gianfranco Marino
Scicli – Con Ordinanza del Giudice del Tribunale di Modica, dott.ssa Patricia Di Marco, resa in data 22.7.09 nel procedimento ex art.28 L. 300/70 promosso dalla CISL-FP di Ragusa, difesa dall’avv. Luigi Piccione del foro di Modica, il Comune di Scicli è stato condannato per comportamento antisindacale in relazione:
alla avvenuta adozione della deliberazione della Giunta Municipale n. 168 del 12.6.2009, con la quale si era proceduto alla trasformazione di 12 posti di insegnante attività integrative scolastiche in altrettanti posti di istruttore amministrativo e di assistente asilo nido ed al reinquadramento del personale in tali nuovi profili, in assenza di compiute relazioni sindacali in materia di variazione della dotazione organica e di criteri di mobilità interna disciplinanti la nuova assegnazione del personale;
al trasferimento, con disposizione di servizio a firma del segretario comunale, di una dirigente sindacale aziendale, dalla sede di servizio di Donnalucata, ove era assegnata, a quella del Comune di Scicli, in assenza del preventivo nulla-osta rilasciato dalla scrivente organizzazione sindacale.
In particolare, il giudice ha ordinato all’Ente la rimozione degli effetti conseguenti alla adozione di tali atti nonchè di astenersi dal reiterare in futuro la censurata condotta antisindacale, ponendo a carico dell’Ente stesso le spese di lite quantificate in euro 1000, oltre spese generali, IVA e CPA.
Nell’esprimere piena soddisfazione per l’avvenuta repressione della condotta antisindacale, non possiamo non evidenziare come l’ordinanza ponga di fatto nel nulla la decisione che era stata presa a suo tempo dal Comune di Scicli di sopprimere il doposcuola comunale non tenendo conto delle osservazioni negative presentate dalla CISL-FP e della contrarietà espressa da ben 108 famiglie allo smantellamento di tale servizio; un servizio, quello del doposcuola, che fino a quel momento aveva consentito ad una utenza particolarmente bisognosa di fruire nelle ore pomeridiane della prevista assistenza didattica-educativa ad opera di personale qualificato, appositamente assunto e mantenuto nei ruoli del Comune con specifico finanziamento regionale proprio al fine di garantire l’attività di assistenza scolastica che da tempo rientra nella competenza dei Comuni per dare piena attuazione al diritto allo studio.
Eravamo e restiamo convinti che, una volta fatta una seria verifica della effettività delle esigenze che hanno indotto l’Amministrazione comunale all’adozione della deliberazione censurata dalla magistratura, una risposta la si potrà trovare unicamente nella migliore dislocazione ed impiego del restante personale comunale, peraltro potenziato dalla recente stabilizzazione di numerosi contrattisti ex-ASU, senza dover ricorrere alla modifica dei profili degli insegnanti comunali che comporterebbe di per se la soppressione di un servizio utile ai cittadini di Scicli e la probabile esternalizzazione dello stesso, con aggravio di spesa per il bilancio comunale.
IL SEGRETARIO GENERALE
Gianfranco Marino
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