La foto dell'attuale Pontefice con le scarpe da ginnastica è in realtà del 2008.
di Redazione
Città del Vaticano – C’è un’immagine che negli ultimi giorni ha fatto il giro del web e che, a prima vista, sembra quasi un errore di montaggio o un’immagine prodotta dall’IA: Papa Leone XIV in abito talare bianco, ripreso nel documentario Leone a Roma diffuso da Vatican News, con ai piedi un paio di sneakers Nike bianche. E invece è tutto reale. O almeno, tutto quello che si vede lo è davvero. Il dettaglio delle scarpe ha acceso subito la curiosità online e ha trasformato una semplice inquadratura in un piccolo caso globale. Sotto la veste spuntano delle Nike dal design essenziale, con lo Swoosh nero ben visibile. Gli appassionati di sneaker hanno iniziato a cercare il modello, arrivando a una ricostruzione abbastanza condivisa: si tratterebbe delle Nike Franchise Low, scarpa nata dal mondo del tennis e oggi difficile da trovare sul mercato.
L’effetto, però, va oltre la semplice curiosità moda. L’immagine colpisce perché rompe un immaginario di un Papa sempre distante da qualsiasi codice estetico contemporaneo. E invece Leone XIV, primo pontefice americano della storia, sembra portarsi dietro un pezzo molto preciso di cultura statunitense. Robert Francis Prevost, infatti, è cresciuto a Chicago, città che negli anni Novanta viveva nel pieno dell’epopea di Michael Jordan e dei Bulls. Un periodo in cui le Nike non erano solo scarpe sportive, ma un simbolo culturale. È difficile pensare che quell’immaginario non abbia lasciato tracce in una generazione cresciuta tra basket, baseball e TV.
Quando era ancora lontanissimo da diventare papa Leone XIV e sicuramente non ci pensava nemmeno: il documentario «Leone a Roma», edito da Vatican News per celebrare il primo anno da papa del 267° successore di Pietro, è interessante e pieno di spunti (quasi) inediti, fra cui l’arrivo da giovane diacono agostiniano nel 1981 dalla natia Chicago, i ricordi di chi lo ha conosciuto in quegli anni, fra Messe, le gite fra studenti, le visite ai santuari, soprattutto quelli cari agli agostiniani, come la basilica di Pavia dove è custodito il corpo del santo, e quello della Madre del Buon Consiglio di Genazzano, cui dedicò una delle primissime uscite da Papa. E poi gli anni da priore dell’Ordine e quelli da prefetto del Dicastero per i Vescovi.
Il Franchise Low è un tipo di scarpa prediletto dagli amanti del tennis amatoriale, sport che l’oggi Papa Leone ha sempre amato moltissimo, tanto da praticarlo appena possibile anche sul campo interno al Vaticano. La foto risale al 2008 ed è stata scattata a Sydney, in Australia, dove il futuro Papa ha partecipato, da priore agostiniano alla XXIII Giornata mondiale della gioventù, che si è tenuta dal 15 al 21 luglio con papa Benedetto XVI: è stato il più partecipato raduno di massa della storia australiana, battendo persino il record delle Olimpiadi del 2000, e organizzato, come voluto dallo stesso papa Ratzinger, insieme alle autorità aborigene cattoliche, in segno di rispetto per gli originari abitanti del Paese. Ma anche in quegli anni Prevost viaggiava molto (e forse per questo aveva bisogno di scarpe comode): oltre alla presenza alla Gmg, le cronache riportano che nel 2008 compì anche una visita pastorale ai missionari agostiniani a Cuba, nella diocesi di Holguín, e un’altra al Monastero delle Suore Agostiniane di Modigliana, nella provincia di Forlì-Cesena.
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