Attualità
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07/06/2012 15:49

Il fallimento della raccolta differenziata a Ragusa

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Ferma al 16%

di Saro Distefano

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Differenziata a Ragusa
Differenziata a Ragusa

Ragusa – La raccolta differenziata a Ragusa, almeno finora, non ha funzionato. Lo dimostrano numeri dati e cifre che dimostrano come il 35% di differenziata – quota stabilita per contratto tra la ditta appaltatrice ed il Comune – è ben lungi dall’essere raggiunto (siamo a meno della metà, intorno al 16%). E dire che quello stesso 35% era considerata quota molto bassa, rispetto ai comuni cosiddetti “virtuosi” che differenziano per oltre il 70% (e non è necessario andare in Emilia o in Friuli per trovarne, ma basta andare ad Ispica, per esempio).

Le responsabilità sono da dividere fra tre componenti, ma per percentuali molto diverse, laddove la minima è da addebitare alla cittadinanza coinvolta (nel senso che molti cittadini non hanno voluto adeguarsi alla novità, ma sono per fortuna una minoranza) e la pare rimanente, la gran parte, tra l’amministrazione e la ditta. E la cosa grave e che non se ne viene a capo. Anzi. A camminare per la città si percepisce come il servizio sia sempre meno valido, che la prima conseguenza è una città sempre più sporca (e non soltanto nelle zone che il sindaco Dipasquale volle – qualche giorno prima della competizione elettorale dello scorso anno – includere nell’area della differenziata) e che la seconda sia un fastidioso quanto – almeno finora – del tutto ingiustificato aumento delle tasse, aumento che i cittadini non accettano ben volentieri.

Di questo e quanto altro attiene alla raccolta differenziata cittadina si è discusso nella assemblea indetta alla sala Avis dal circolo cittadino della Legambiente. Claudio Conti, responsabile dell’associazione ambientalista, ha snocciolato una serie di dati e cifre, tutti raccolti in via ufficiale sul sito dello stesso Comune di Ragusa e dai documenti pubblici. E la situazione non è affatto confortante. Significativo quanto riferito da un ex dipendente della ditta in parola, licenziato di recente per attività sindacale ritenuta dalla proprietà lesiva degli interessi e della immagine dell’azienda. Ma in questo caso è in corso una indagine della magistratura, e ci asteniamo dal riferirne.

Numerosi gli interventi di cittadini che hanno riferito un florilegio di situazioni anomale, dal mancato lavaggio dei cassonetti alla pulitura delle strade passando dalla gestione dei rifiuti particolari e ingombranti. Purtroppo è mancato il contraddittorio, per la assenza sia di rappresentanti dell’amministrazione comunale sia della ditta appaltatrice non ha permesso di conoscere gli argomenti loro. A chiusura del dibattito l’intervento del consigliere provinciale e vice segretario regionale di Italia dei Valori, il dottor Giovanni Iacono, che ha lanciato alcune proposte in merito al servizio di raccolta differenziata oltre che lamentare l’assenza di amministrazione e ditta, e quella, per lui evidentemente altrettanto importante, della stampa. Siamo felicissimi di poterlo smentire: noi c’eravamo.