Cronaca
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19/08/2026 09:44

Il furto delle opere di Antonello al Museo di Messina, i custodi rischiano il licenziamento

l vaglio testimonianze e immagini della videosorveglianza.

di Redazione

Messina –Il Museo Regionale di Messina ieri mattina ha riaperto le porte a cittadini e turisti. E aperta è ancora la caccia alla banda che sabato sera ha effettuato il furto delle tavole del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e della tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione davanti e dietro Cristo in Pietà. Lì dove c’erano le opere d’arte, ieri mattina, c’erano dei teli neri, quasi un segno di lutto del museo e della comunità culturale. Diversi i turisti che hanno voluto comunque visitare il Museo, anche senza le opere del maestro Antonello. Nel museo oltre a una sezione archeologica e del Medioevo sono esposte opere del Quattrocento, della scuola di Antonello e dei fiamminghi, di Caravaggio e dei Caravaggisti, del Manierismo, del Rinascimento, del ‘600, ‘700 e Ottocento. Ad accoglierli c’era una quindicina di custodi ma bocche cucite per tutti. «Noi siamo molto attenti. Stamani ho visto una persona che stava scavalcando la ringhiera esterna e l’ho rimproverata», ha detto uno di loro.

L’attenzione è altissima, adesso. I riflettori della Procura e degli investigatori sono puntati proprio sulle falle del sistema di sicurezza e sui movimenti dei quattro custodi in servizio quella sera, due uomini ex Asu stabilizzati e due donne dipendenti della Regione. Avrebbero dovuto, secondo i protocolli vigenti, scattato l’allarme, controllare le telecamere ed avvertire le forze dell’ordine. Ma da quanto emerso dalle indagini niente di questo sarebbe accaduto.

Sarà, quindi, aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro custodi, presenti al museo regionale durante il furto di Ferragosto. La procedura scatterà non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. Da quanto risulta al momento dell’irruzione della banda di ladri il sistema d’allarme sarebbe scattato subito, la scena è stata ripresa anche dalle telecamere di video-sorveglianza. In base al regolamento, la procedura disciplinare dovrà essere formalizzata dal dipartimento della funzione pubblica della Regione siciliana. Intanto sono stati messi in ferie forzate. Se la Procura di Messina, che ha aperto una inchiesta per furto pluriaggravato, dovesse indagare uno o più custodi, la Regione sospenderà l’azione disciplinare. La sanzione estrema prevista dal procedimento è quella del licenziamento.

Nel frattempo proseguono anche le indagini sul furto. Gli investigatori, grazie anche al lavoro della Polizia Scientifica e del nucleo tutela dei beni culturali dei Carabinieri, stanno analizzando alcune tracce che la banda di ladri avrebbe lasciato. La dinamica farebbe ipotizzare che a mettere a segno il colpo non sia stato un gruppo di professionisti. Le indagini sono in corso, gli inquirenti stanno analizzando qualsiasi elemento con l’obiettivo di recuperare le preziose tavole del pittore siciliano del Quattrocento. Gli inquirenti stanno anche analizzando tutte le immagini delle telecamere di video-sorveglianza non solo del museo, dalle quali si vedrebbe tutta la dinamica. Il furto avrebbe anche un orario preciso, le 20:47, quando l’allarme sarebbe scattato ma solo all’interno. C’è il tema, emerso nelle ultime ore, di come l’impianto di video-sorveglianza e di sicurezza non collegato con la centrale operativa della polizia, avvertita soltanto alle 21.02 da una telefonata di una cittadina al numero d’emergenza del 112.

E un particolare, evidenziato anche da IlFattoQuotidiano, ed emerso in questi giorni dalle indagini della Squadra Mobile,  è che i custodi avrebbero addirittura spento l’allarme. Da qui nasce anche l’ipotesi legata alla possibile presenza di basisti all’interno del museo. Lo stesso IlFattoQuotidiano fa emergere come ci sia una direttiva della Regione Siciliana firmata lo scorso 28 luglio in cui si dispone una riduzione del personale in turno in caso di carenza di organico.

Sul fronte delle indagini, inoltre, in un primo momento era trapelato anche che fosse stato trovato il furgone utilizzato dai malviventi, cosa che è stata smentita già nella serata di lunedì dalle forze dell’ordine in maniera categorica.

Tra le ipotesi al vaglio, come detto, anche quella della presenza di un possibile basista, che potrebbe aver fornito ai ladri informazioni utili sugli ambienti del museo, sugli orari e sulle modalità di funzionamento dell’allarme.