Il Liceo Fermi di Ragusa onora la sua memoria intitolandogli il laboratorio di fisica
di Redazione
Ragusa – Sono già trascorsi quattro anni dalla prematura scomparsa dello scienziato ragusano che fra i primi, attraverso la Sismologia Inosferica ha creato una nuova tecnica per misurare gli tsunami dallo spazio, Giovanni “Ninto” Occhipinti, avvenuta tragicamente, a causa di un incidente sulla Strada Statale Catania-Ragusa, la sera del 23 dicembre 2021.
In occasione di questo anniversario, stasera alle 18,00 nella chiesa del Preziosissimo Sangue di Ragusa, sarà celebrata una messa in sua memoria.
La sua presenza continua a farsi sentire nei cuori di chi lo ha amato e tra quanti ne hanno apprezzato il valore accademico. Lo scorso 25 ottobre in occasione del suo compleanno la sua famiglia, i suoi amici più cari, tra cui i Uolters e la sua compagna Chiara “Red” (così chiamata da Giovanni) hanno voluto fargli uno splendido regalo organizzando proprio in quella data la cerimonia di intitolazione del Laboratorio di Fisica presso il Liceo Scientifico Enrico Fermi, di cui Giovanni era studente e in cui ha mosso i suoi primi passi lungo quella che poi è diventata la splendida carriera di un genio umile. “Giovanni, racconta Chiara, era una persona molto solare che amava scherzare sulle proprie capacità da fisico, basti pensare che quando gli chiedevano di cosa si occupasse rispondeva sempre: ‘sono un geofisico un po’ esotico, ho basato la mia carriera sulla morte delle persone’… e invece, di vite, lui ne ha salvate!”. Pioniere della magnitudine ionosferica, una scienza pressoché sconosciuta basata sul monitoraggio e sull’analisi di quelli che Ninto, così lo chiamavano gli amici, soleva definire la ‘spazzatura’ dei GPS. Durante i fenomeni tellurici, le particelle ionizzate a una certa altitudine fanno una sorta di impronta sulla ionosfera, l’anello più esterno dell’atmosfera terrestre. Dall’analisi di questo imprinting Giovanni e tutto il suo team riuscivano a ricavare dei dati tramite i quali poter lanciare il segnale tsunami 20 minuti prima che l’onda si infrangesse sulla riva, ben 12 minuti prima di quanto non lo facessero già le boe marine che di solito sono piazzate negli oceani ove il manifestarsi di maremoti è altamente probabile. Il risultato era proprio salvare vite umane. Nel dicembre del 2021, in seguito a un accordo preso con Andrea Cannata, professore ordinario di Geofisica della Terra solida all’Università di Catania, ha tenuto un corso di sismologia ionosferica presso l’istituto per dare anche l’avvio a delle ricerche mediante le quali dimostrare un collegamento tra terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami, che si è concluso qualche giorno prima la sua dipartita. La cosa confortante è che proprio qualche settimana fa, a distanza di quasi quattro anni, Federico Ferrara, uno studente che ha conosciuto Giovanni durante la sua trasferta catanese, si è appassionato e assieme a Michela Ravanelli, studentessa del team di Occhipinti, al professore Cannata e altri studenti ha pubblicato lo studio: Ionospheric Disturbances During the 4 December 2015, Mt. Etna Eruption, che approfondisce proprio le premesse effettuate nel 2021.

Durante la cerimonia del 25 ottobre, proprio il professore Cannata stesso ha letto la lettera che Attila Komjathy, Supervisor, Near Earth Tracking Systems Group (335S) JPL Principal NASA – Jet Propulsion Laboratory, scrisse alla famiglia dopo il terribile incidente che il papà di Giovanni, Salvatore Occhipinti, conserva con cura.
Il desiderio di Chiara è che Giovanni e il suo genio continuino ad ispirare giovani menti brillanti che pensino che studiare materie scientifiche possa realmente avere un’applicazione sociale e trascendere la mera occupazione finalizzata alla remunerazione. La vita è un dono speciale e come diceva Giovanni è necessario andare oltre la mediocrità cui spesso ci si accontenta.
Questo pensiero è stato accolto dalla Dirigente, Prof.ssa Giovanna Piccitto, la quale ha dato la piena disponibilità affinché si possa realizzare una giornata di orientamento per i ragazzi che sono in procinto di scegliere il proprio indirizzo di studi all’università. Anche le autorità istituzionali, il sindaco Giuseppe Cassí e l’assessore alle politiche per l’inclusione, servizi sociali e pari opportunità, Elvira Adamo, si sono resi disponibili nell’’accogliere eventuali altre iniziative per rendere omaggio a Giovanni. Una cerimonia semplice, intima, a tratti commovente che ha però lasciato i presenti con un dolce ricordo inciso su una targa in memoria di Giovanni, l’istrionico geofisico ragusano il cui ricordo è indelebile nel cuore di chi l’ha amato e conosciuto.
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