di Redazione
“I valori dei parametri chimici esaminati sono tipici della composizione media delle acque di mare e quelli microbiologici rientrano nei limiti imposti dalla legge”, sono questi i risultati dei campioni di acqua di mare prelevati il 23 novembre scorso nello specchio di mare della baia di Cava D’Aliga dove di buon mattino l’acqua si è presentato color caffè. Il prospetto delle analisi di laboratorio fatto pervenire dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Ausl 7 di Ragusa, diretto dal dottor Salvatore Carfì Pavia, è dettagliato. Parla di presenza di un residuo dopo il processo di sedimentazione ma esclude la presenza di salmonella. Per quanto riguarda i coliformi totali sono presenti in UFC/100 ml 84 su un valore di parametro di 2000; i coliformi fecali sono presenti in UFC/100 ml 72 su un valore di parametro di 100; lo streptococco fecale in UFC/ml 86 su un valore di parametro di 100. I dati di laboratorio a conclusione dell’esame chimico e batteriologico sono chiari: tutto nella norma. Ed allora? C’è chi parla di giallo attorno a quanto accade sul mare di Cava D’Aliga. Quanto accaduto domenica 23 novembre scorso è accaduto anche in altre occasioni. Il mare della piccola baia si è colorato per una larga chiazza (sempre quella che costeggia la punta di levante della baia, verso Sampieri) in un colore marrone. Il tratto, dove si concentrano le correnti, è sembrato ai tanti curiosi (sul posto anche il sindaco Giovanni Venticinque ed i tecnico comunali oltre che gli uomini della Capitaneria di porto di Pozzallo) del tipico colore del caffè d’orzo. Analogo fenomeno si è registrato anche l’estate scorsa più di una volta. Il risultati di laboratorio hanno dato sempre lo stesso responso. E c’è chi cerca uno scarico abusivo di acque bianche che contamina il mare in maniera tale da preoccupare per la salubrità delle acque.
© Riproduzione riservata