Attualità
|
03/01/2011 00:19

Il marito della Finocchiaro si difende: Non serviva gara…

"Siamo sereni"

di Redazione

Pta Giarre
Pta Giarre

Catania – La vicenda del Pta (il presidio territoriale di assistenza) di Giarre, con il finanziamento di quasi 350 mila euro concesso alla società Solsamb per la “sperimentazione del modello assistenziale di Casa della Salute”, è sempre più un caso politico e, adesso, anche un caso giudiziario per l’intervento della Procura di Catania, che ha avviato un’inchiesta per capire com’è andata la storia. La questione è entrata anche nel quadro politico perché amministratore unico della Solsamb è il dott. Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice del Pd, Anna Finocchiaro.

Dopo settimane di precisazioni, dopo la richiesta di essere ascoltato in commissione Sanità alla Regione, il dott. Fidelbo di fronte a quella che definisce “una strumentalizzazione politica che alcuni organi di stampa stanno perpetrando, creando un grave danno all’immagine dell’azienda. All’intera vicenda è del tutto estranea la senatrice Anna Finocchiaro”, ha deciso di spiegare che cosa c’è dietro il finanziamento e, soprattutto, perché non ci sarebbero estremi per configurare una illegittimità. Partiamo proprio da questo, allora, dal perché il finanziamento del ministero concesso alla Solsamb non avrebbe avuto bisogno di una gara d’appalto.
“Il procedimento amministrativo riteniamo non possa essere valutato senza avere una conoscenza specifica del progetto sperimentale, che proprio per i suoi connotati di innovazione e sperimentazione scientifica e organizzativa, non può configurarsi come una mera fornitura di servizi, ma va valutato come un prodotto dell’ingegno, per il cui finanziamento, secondo la legge vigente, non occorre gara d’appalto”.

Insomma, secondo la Solsamb anche i distinguo fatti dall’assessore regionale, Massimo Russo, che ha precisato che tutti i finanziamenti per gli altri Pta in Sicilia dovranno seguire la prassi della gara d’appalto, non rientrano nella specificità della sperimentazione di Giarre. “La Solsamb – spiega il dott. Fidelbo – nel novembre 2007 è stata ideatrice di un progetto sperimentale, che ha presentato alla Asl di Catania, che è stato valutato positivamente sia dall’allora dg dell’Asl sia dall’allora assessorato regionale e poi dal ministero della Salute. Ha così ottenuto risorse finanziarie aggiuntive ministeriali che incrementavano, per un ammontare di 374.853 euro, quelle del Piano sanitario della Regione Siciliana destinate al Pta di Giarre, che erano di 506.397 euro”.

In sostanza soldi del ministero per una sperimentazione che nessun altro aveva presentato e che avrebbe portato, dice la Solsamb, a dotare la Sicilia di uno strumento eccezionale per far crescere il livello del sistema sanitario.

“L’implementazione del progetto – precisa il dott. Fidelbo – ha un rilievo scientifico-organizzativo di alto profilo. Si tratta di una esperienza sperimentale d’avanguardia nell’Italia centro-meridionale, specie sul piano gestionale e informatico, che porterà alla costituzione di percorsi assistenziali assistiti per pazienti fragili e alla creazione di un fascicolo sanitario elettronico per ciascun paziente, con notevole risparmio di risorse economiche, e un evidente vantaggio della qualità di assistenza e dell’immagine in Italia della qualità e efficienza dell’assistenza sanitaria siciliana”.
Ma ora che cosa accadrà? Gli ispettori dell’assessore alla Sanità Russo hanno rilevato “profili di illegitimità” che potrebbero portare alla revoca e poi ci sono i dubbi sulla procedura amministrativa. 

“Siamo sereni e convinti della sostenibilità delle nostre argomentazioni e del profilo di legittimità, che sosterremo anche davanti al giudice amministrativo. Riteniamo, però, che il clima che si è voluto instaurare di strumentalizzazione politica non consente oggi uno sviluppo sereno del progetto a 3 o 5 anni, e per questo siamo disponibili ad intraprendere un percorso condiviso con la Asp Ct, completando solo il primo anno di lavoro per consentire alla struttura Pta di Giarre di superare la fase di start up e metterla in condizione di lavorare al meglio e rendere efficiente il servizio secondo le direttive assessoriali, nell’interesse di salute pubblica”.