Cronaca
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14/08/2011 17:09

Il marito di Giovanna Rizza: Mia moglie si poteva salvare. 20 avvisi di garanzia

Parla Rosario Salvatore Tommaseo

di Telenova

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Giovanna Rizza
Giovanna Rizza

Vittoria – “Mia moglie non me la riporta indietro più nessuno. Ma voglio che quanto sto facendo serva per altre persone, perché non accada mai più”.

Rosario Salvatore Tommaseo ha perso, nel giro di una settimana, la donna che ha accompagnato la sua vita per oltre quarant’anni. Sempre insieme, nella vita e nel lavoro al bar. Due figlie e quattro nipoti, l’età della maturità da trascorrere con la famiglia. Ed invece, qualche giorno fa, lei è andata via per sempre: toccherà alla Magistratura accertare se questa morte poteva essere evitata, se i medici dell’ospedale di Vittoria hanno fatto di tutto per evitarla. Si parla dell’infezione scatenata da una puntura di zecca infetta, la “rickettsiosi”, ma la Azienda ospedaliera si premura a spiegare che “non risultavano segni clinici e di laboratorio da riferire a rickettsiosi”. Ma com’è morta, allora, Giovanna Rizza, 59 anni, titolare del bar nei pressi del cinema “Golden”? “Mia moglie stava male e allora l’ho portata alla Guardia medica di Scoglitti – racconta Salvatore -. Lì mi hanno detto che doveva prendere degli integratori. Siamo tornati a casa, ma lei continuava a stare male. Il giorno seguente siamo andati al pronto soccorso di Vittoria, aveva la febbre. L’hanno visitata e le hanno detto di farsi prescrivere dal medico delle pillole per un’infezione urinaria. Siamo tornati a casa, ma l’indomani mattina siamo tornati, perché stava sempre peggio. Allora il medico del pronto soccorso ha disposto il ricovero, ci hanno mandato in Chirurgia. Lo stesso medico del reparto ci ha detto: ma chi l’ha mandata qui? Ma alla fine è rimasta lì per un giorno. La situazione è peggiorata, e l’hanno portata in Rianimazione. Lì ha iniziato a riprendersi, mangiava, parlava, si era pure alzata dal letto. Dopo tre giorni, l’hanno trasferita in Medicina. Passando le ore vedevo che stava di nuovo male. Mi rendevo conto che la situazione si aggravava sempre di più. Chiedevo ai medici di trasferirla a Modica, ma mi dicevano che era tutto a posto e che doveva rimanere lì. Mia moglie si contorceva, e mi dicevano che faceva così perché aveva un’ernia al disco”. La situazione precipita e viene disposto il trasferimento in Rianimazione. Si esegue una Tac che evidenzia un’emorragia cerebrale. Le speranze sono minime. “Hanno chiamato lunedì pomeriggio – racconta Salvatore -. Ha preso il telefono mia figlia, ci hanno detto che si è aggravata”. All’arrivo in ospedale la drammatica notizia: Giovanna non c’è più. “Perché hanno aspettato tutto questo tempo per gli accertamenti? Un rimedio c’era, mia moglie si poteva curare e salvare” – ripete Savatore che si è rivolto ad un legale. Ha raccontato tutto al magistrato di turno, la Procura ha sequestrato le cartelle cliniche, con tutta probabilità martedì sarà eseguita l’autopsia.

 

20 avvisi di garanzia

 

Per la morte della vittoriese Giovanna Rizza di 59 anni, ci sono avvisi di garanzia per l’intero reparto di Rianimazione dell’Ospedale Guzzardi e anche per cinque medici di Medicina, due del Pronto Soccorso e tre della Chirurgia. Intanto il Sostituto Procuratore della Repubblica di Ragusa, Claudia Maone, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita dopo Ferragosto. L’Asp Ragusa ha avviato un’indagine interna. La Rizza sarebbe morta per la puntura di una pulce di topo e non di zecca. Sarebbero una ventina in tutto i medici indagati compreso, come si diceva, l’intero reparto di Rianimazione, in tutto 10 medic